mardi 24 juillet 2012

La visión está sostenida en la generación de soluciones inteligentes.

Giallo su appello congiunto Madrid-Roma-Parigi
Spagna annuncia, Francia e Italia smentiscono

"Le tre capitali chiedono l'applicazione immediata delle misure Ue antispread", annuncia un comunicato del governo Rajoy. Ma, dopo due ore, arriva la doppia smentita: "Nessuna nota". Passera: "Non c'è più tempo da perdere, necessario l'intervento dell'Europa per tranquillizzare mercati"

ROMA - Un giallo nel pieno dell'ennesima giornata drammatica per i mercati e per l'Europa. Un caso che coinvolge i governi di Madrid, Parigi e Roma. Alle quattro del pomeriggio rimbalza sulle agenzie la notizia di un appello congiunto di Spagna, Francia e Italia perché l'Ue per attui rapidamente gli accordi presi al vertice Ue di fine giugno 1. A quasi due ore di distanza la nota - anticipata dal governo spagnolo - è però seccamente smentita da Parigi e Roma: ''È una pura invenzione, siamo a bocca aperta'', ha detto il ministro francese per gli affari europei, Bernard Cazeneuve, mentre Palazzo Chigi esprime "stupore" circa l'iniziativa comunicata dal
Ministero degli Esteri spagnolo. Invece il comunicato di Madrid - pubblicato e poi rimosso dal sito del governo - sostiene che l'appello all'Ue sarebbe stato formulato stamattina durante la riunione del Consiglio Affari generali a Bruxelles, e non è quindi frutto di una nota coordinata tra le tre cancellerie. Riepiloghiamo, attraverso le note ufficiali, le posizioni assunte dai tre governi.


La nota di Madrid. ''Il segretario di Stato spagnolo per l'Unione europea, Inigo Mendez da Vigo, il ministro francese agli Affari europei Bernard Cazeneuve e il ministro italiano agli Affari europei Enzo Moavero Milanesi, riuniti al Consiglio Affari generali che si è tenuto questa mattina a Bruxelles - si legge nella nota pubblicata sul sito della Moncloa - hanno chiesto l'esecuzione immediata degli accordi dell'ultimo Consiglio europeo degli scorsi 28 e 29 giugno''. ''La rapidità è una condizione essenziale per l'esito di qualsiasi azione europea'', osserva Mendez da Vigo, sottolineando che ''c'è uno sfasamento preoccupante tra le decisioni che prende il Consiglio europeo e l'esecuzione di questi accordi''. Secondo quanto riferito ancora dal sito del governo di Madrid, tanto la Danimarca, presidenza uscente del Consiglio Ue, quanto l'Irlanda, che sarà la prossima presidenza dopo quella attuale gestita da Cipro, ''hanno appoggiato questi interventi''.

La smentita di Parigi. La prima presa di distanza arriva dal governo francese. Nessuna richiesta comune con Italia e Spagna per l'applicazione immediata di quanto deciso all'ultimo summit europeo sullo ''scudo anti spread'', ha detto il ministro per gli affari europei, Bernard Cazeneuve: ''Non c'è stato alcun approccio comune con l'Italia e la Spagna - ha detto Cazenueve -. Non chiediamo l'attuazione immediata degli accordi. Non ha senso dirlo. Seguiamo le decisioni prese al vertice Ue e stiamo lavorando su di esse''.

Il comunicato di Roma. Pochi minuti dopo Parigi, arriva anche la nota di Roma. "Fonti di Palazzo Chigi esprimono lo stupore del Governo italiano circa l'iniziativa comunicata dal ministero degli Esteri spagnolo in merito ad una pretesa dichiarazione congiunta fra Spagna, Italia e Francia, iniziativa della quale il Governo italiano non è al corrente".

Passera: "Urge intervento Ue per tranquillizzare i mercati".
In realtà, nel primo pomeriggio, c'era già stato un appello per l'intervento urgente dell'Ue. Era arrivato dal ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, per il quale non c'è più tempo da perdere: "Un segnale lo deve dare l'Europa. Ed è ora che lo dia", sia per tranquillizare i mercati che per raffreddare lo spread".

Monti incontra leader partiti. E la gestione della crisi sarà uno dei temi al centro degli incontri tra Mario Monti e i leader dei partiti di maggioranza. Domani a Palazzo Chigi il premier incontrerà alle 9.30 il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, e alle 15 il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Giovedì sarà la volta del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini.

Bersani: "Accelerare scudo anti-spread". "Non credo che la politica farà molte vacanze. C'è un attacco all'euro. Alla Spagna e a noi: e noi non dovremmo stare nella situazione in cui siamo a causa di 10 anni di favole. Bisogna accelerare lo scudo anti spread". Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, così ha parlato a Sky Tg 24. "Se la casa brucerà nelle prossime settimane l'unico intervento può essere della Bce", ha aggiunto il leader Pd.
 
(24 luglio 2012)
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L'Allemagne réplique après la mise en garde de Moody's

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Par Mathilde Golla Mis à jour | publié Réactions (136)
Moody's estime que «l'incertitude croissante» sur l'issue de la crise de la dette en zone euro pèse sur l'économie allemande.
Moody's estime que «l'incertitude croissante» sur l'issue de la crise de la dette en zone euro pèse sur l'économie allemande.


L'agence de notation a abaissé de «stable» à «négative» la perspective sur la dette publique de l'Allemagne, des Pays-Bas et du Luxembourg. Mais Berlin estime que les risques mentionnés «ne sont pas nouveaux».

L'Allemagne n'a pas tardé à réagir à la menace sur son AAA lancée lundi soir par Moody's. Peu après l'abaissement de la perspective de la note de sa dette, ainsi que celle du Luxembourg et des Pays-Bas par l'agence de notation, le ministère allemand des Finances a souligné que «les risques dans la zone euro mentionnés par l'agence de notation ne sont pas nouveaux». Berlin ajoute que le diagnostic de Moody's «met surtout en avant les risques à court terme, alors que les perspectives de stabilisation à long terme restent non mentionnées». Le ministère rappelle que «la zone euro a mis sur les rails une série de mesures qui doivent conduire à une stabilisation durable de la zone».
Le ministère estime par ailleurs que «l'Allemagne va continuer d'exercer son rôle d'ancre de stabilité dans la zone euro». Il rappelle ainsi que le pays «se trouve dans une situation économique et financière solide» avec un budget attendu à l'équilibre dès 2014. Berlin ajoute que «la capitalisation du secteur bancaire s'est sensiblement améliorée» et que «les perspectives de croissance de l'économie allemande sont solides». «Sur les marchés internationaux financiers, la confiance en l'Allemagne est forte; cela se reflète dans le taux bas de refinancement des obligations allemandes», martèle le ministère.
Moody's a en effet abaissé hier soir de «stable» à «négative» sa perspective pour la dette publique de l'Allemagne, des Pays-Bas et du Luxembourg en raison de «l'incertitude croissante» sur l'issue de la crise de la dette en zone euro et l'impact «d'une sortie de la Grèce de l'euro», jugée «de plus en plus probable». L'agence se réserve ainsi dans les prochains mois la possibilité de dégrader le AAA de l'Allemagne, des Pays-Bas et du Luxembourg. Moody's avait déjà placé la France et l'Autriche sous surveillance négative le13 février dernier. Reste à savoir si les menaces de l'agence seront mises à exécution.
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Moody’s da el primer aviso a Alemania por la crisis del euro

La agencia pone en perspectiva negativa la triple A del Gobierno de Merkel

Sostiene que la necesidad de un mayor apoyo a España e Italia le pasará factura

También pone en cuestión la máxima calificación de Holanda y Luxemburgo

 


La crisis del euro aporrea en la puerta de los países del norte, y, sobre todo, del Gobierno de Angela Merkel. Esa es la conclusión de los técnicos de la agencia de calificación Moody’s, que a última hora del lunes anunció que pone en perspectiva negativa la preciada triple A de Alemania, Holanda y Luxemburgo. Es el paso previo a una rebaja de calificación, que la agencia empieza a ver justificada por las implicaciones de un mayor apoyo a España e Italia, o incluso, de la salida de Grecia del euro.
Moody’s cree que el riesgo de que Grecia abandone la eurozona crece. Y que, aunque eso no ocurra, sigue siendo muy probable que España e Italia necesiten de un apoyo más amplio de la eurozona para sortear la presión asfixiante de los mercados. “Ponemos en perspectiva negativa a los países con triple A que se espera que soporten el principal coste financiero del apoyo”, especifica el informe.
La agencia también revisará la triple A de Francia y Austria, ya en perspectiva negativa
Para la agencia, lo más probable es que la ampliación del apoyo a España —a la que el Eurogrupo ya ha concedido hasta 100.000 millones para su banca—, e Italia, lleva a una ampliación del fondo de rescates o al establecimiento de nuevas medidas de liquidez. Alemania y Holanda estarían entre los países que más tendrían que aumentar su aportación. También Austria y Francia, países con máxima calificación a los que Moody’s ya colocó en perspectiva negativa. “Revisaremos su situación a finales del tercer trimestre”, advierte sobre la nota de estos dos últimos países.
Por una vez, la agencia de calificación advierte de un riesgo que los mercados todavía no aprecian. La deuda alemana a plazos más cortos se emite a tipos negativos (los inversores pagan por prestar al Estado alemán) y la rentabilidad del bono a diez años está en niveles mínimos, apenas por encima del 1% en el mercado secundario. Por contraste, el bono español debe ofrecer una rentabilidad superior al 7%, y el título italiano a diez años supera el 6%.
“Alemania va a continuar siendo el ancla de la estabilidad de la zona euro, va a hacer todo lo posible junto a sus socios por encauzar cuanto antes la crisis de deuda”, señaló en un ambiguo comunicado el Ministerio de Finanzas alemán tras la notificación de Moody’s.
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La Bolsa cae a niveles de abril de 2003 y el bono español se mantiene en máximos

El Ibex 35 termina por debajo de 6.000 puntos, arrastrado por las empresas energéticas

Acciona baja un 9,3%, Repsol un 7,1% y Endesa e Iberdrola cierran con pérdidas de más del 5%

La rentabilidad del título a 10 años vuelve a batir su marca y ha llegado a cotizar al 7,636%

La prima de riesgo vuelve a superar los 640 puntos básicos

 
 
Imagen de un monitor de la prima de riesgo en la Bolsa de Madrid. / PACO CAMPOS (EFE)
Los inversores han vuelto a cebarse con los mercados españoles. La Bolsa de Madrid ha cerrado por debajo de los 6.000 puntos, terminando la sesión con 5.956,30, un 3,58% menos que a la apertura. Es el nivel más bajo del selectivo madrileño desde abril de 2003. El Ibex 35 ha caído arrastrado por las empresas con intereses energéticos. Acciona ha terminado la sesión con una caída del 9,34%. Repsol baja un 7,16%, mientras que Endesa e Iberdrola han terminado con pérdidas superiores al 5%. Las bolsas europeas han terminado la jornada con modestas caídas, salvo Milán, que ha perdido un 2,5%. La Bolsa de Nueva York también ha abierto a la baja, y desciende en torno a un 0,5%.
La deuda española sigue en la situación límite a la que llegó el pasado viernes, tras la confirmación por parte de Cataluña de que esta comunidad será la tercera (tras la Comunidad Valenciana y Murcia). El bono español a diez años ha vuelto a batir su marca de rentabilidad desde la creación del euro y ha llegado a cotizar al 7,636%. El respiro sobre los títulos españoles tras el aviso de la agencia de calificación Moody's, que ha puesto la deuda alemana en perspectiva negativa, que enfrió el ansia de los inversores por hacerse con bonos del país germano, ha durado menos de dos horas. La prima de riesgo ha vuelto a superar los 640 puntos básicos, tras caer con fuerza a primera hora. La subida de la rentabilidad del bono alemán ha moderado el ascenso del diferencial, que ha terminado la jornada a 638 puntos básicos, seis más que en la apertura.
La rentabilidad de los bonos a tres, cinco y diez años se encuentra por encima de la barrera fatídica del 7% que el propio Gobierno ha llegado a indicar que es "insostenible" ya que complica la labor del Tesoro a la hora de salir a financiarse al mercado. Pese a ello, el ministro de Economía, Luis de Guindos, ha negado que España vaya a necesitar un rescate total del Estado. La Comisión Europea, a través de su portavoz de Competencia, Antoine Colombani, ha declarado que el Ejecutivo comunitario ya ha tomado pasos "muy significativos" para ayudar a España a combatir la crisis y ha negado que se vayan a tomar nuevas medidas.
En la subasta de letras de esta mañana, el Tesoro ha logrado colocar 3.048 millones de euros en títulos a tres y seis meses aunque a una rentabilidad superior. La letra a tres meses se ha vendido a un interés del 2,434% (en junio, fue del 2,362%), mientras que el título a seis meses cotiza al 3,691% (ante el 3,369% del mes anterior). Es el interés más alto desde el mes de noviembre.
Pese a los crecientes temores entre los inversores de que España vaya a ser intervenida, el ministro francés de Exteriores, Laurent Fabius, ha considerado que no ve necesario un rescate total del Estado. "Si hay que intervenir de nuevo, podría ser con un aumento de lo que llamamos cortafuegos o con intervenciones del BCE. Además, el presidente del Banco Central Europeo ha dicho, y es una declaración que no hay que tomar a la ligera, que no tenía ningún tabú para las intervenciones", ha señalado a la cadena de televisión France 2. El presidente del Eurogrupo, Jean Claude Juncker, ha respondido a la nota de Moody's declarando que los fundamentos de la economía europea son "sanos". Juncker, que también es primer ministro de Luxemburgo, uno de los países puestos en perspectiva negativa por la agencia de calificación, ha reiterado su "firme compromiso" para asegurar la estabilidad de la zona euro. El euro ha puesto freno a su tendencia bajista y su cotización ronda los 1,21 dólares.

lundi 23 juillet 2012

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Monti: "Spread dipende da dubbi scudo Ue"
Grecia fuori dall'euro, stop della Commissione

Dopo le ipotesi circolate nei giorni scorsi in merito alla possibile uscita di Atene dall'eurozona, arriva lo stop della Commissione Europea: "Abbiamo gli strumenti per difenderci dalle speculazioni". Il premier italiano in visita in Russia: "La situazione in Europa è difficile, bisogna creare solidi rapporti economici". E assicura: "Non occorre nuovo vertice Ue"

LA GRECIA "deve restare nell'Eurozona". Nonostante le pressioni tedesche. Dopo le ipotesi circolate nei giorni scorsi in merito alla possibile uscita di Atene dall'euro, arriva lo stop della Commissione Europea. Il portavoce Ue, Antoine Colombani, detto che Bruxelles è "fiduciosa" sulla possibilità di concedere una nuova tranche di aiuti alla Grecia, ma non prima di settembre. Inoltre, gli "strumenti operativi" per rispondere agli attacchi della speculazione in Europa "ci sono". E, nel suo viaggio in Russia, il presidente del Consiglio, Mario Monti, chiede una maggiore attenzione all'economia reale e nega che le impennate del differenziale dipendando dalle condizioni del Paese, bensì dalle incertezze sullo scudo Ue.

Monti a Mosca. Sochi, dacia presidenziale di Valdimir Putin. Il premier italiano Mario Monti incontra il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Anche qui il tema principale è la crisi dell'eurozona. Per Monti: "La situazione è difficile, bisogna puntare sull'economia reale". Mentre dall'Italia arrivano i nuovi numeri allarmanti dello spread, il presidente del Consiglio invita alla freddezza: "E' ovvio che c'è grande nervosismo sui mercati ma per motivi che hanno poco a che vedere con problemi specifici dell'Italia ma piuttosto con notizie, dichiarazioni o indiscrezioni sull'applicazione delle decisioni del Consiglio Ue", che riguardano lo scudo antispread. E ai giornalisti che gli chiedevano se ci fosse in vista una nuova sessione straordinaria dei leader Ue, Monti risponde: "E' prerogativa di Van Rompuy convocare i consigli europei straordinari" ma aggiunge di non ritenere "che oggi sia necessaria una riunione straordinaria". Il consiglio europeo del 24 giugno, ribadisce il premier italiano, "ha fatto rilevanti passi avanti". Quanto a eventuali "maggiori risorse" a favore dei fondi salva-stati, Monti riconosce: "Potrebbero essere utili, però non credo sia facile nel breve periodo". In particolare per le Esm "sappiamo che ci sono delle resistenze per attivare la licenza bancaria".

Poi il ruolo della Russia. Il premier: "Proprio la situazione difficile nella quale versa l'Europa e in particolare l'eurozona è per noi motivo in più per cercare rapporti solidi nell'economia reale, industriale e commerciale; e quindi la Russia da questo punto di vista è un punto di ancoraggio di grande importanza strategica". Il premier espone anche la sua visione strategica per i rapporti tra Italia e Russia. Continuità e maggiore integrazione. "I governi italiani che hanno preceduto il mio, hanno sempre dedicato grandissima attenzione al rapporto con la Russia", dice Monti. E l'intenzione "è di andare anche oltre e di sviluppare ulteriormente questi legami di carattere economico, industriale, culturale e civile". Ancora Monti: "Spero che avremo anche in futuro rapporti stretti, so bene quanto grande sia la sua leadership non solo nelle decisioni strategiche nella politica della Federazione russa, ma anche nel sostenere la cooperazione economica; e quindi sono veramente molto grato di questo incontro".

Intenzioni confermata da Putin: "Stiamo vivendo tempi molto difficili, la crisi si sente soprattutto in Europa", ma "nonostante le turbolenze sui mercati" nessuno dei "progetti fra Russia e Italia è "morto" anzi tutti "vanno avanti". Non solo: "L'Italia è il Paese con il maggior numero di accordi con le regioni russe", dice il leader del Cremlino. "Abbiamo grandi progetti comuni. Voglio sottolienare che nemmeno uno di questi nostri progetti è morto".
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Spread vicino a quota 520 punti
Francoforte crolla, euro ai minimi

Il differenziale di rendimento tra Btp e bund torna ai picchi di inizio gennaio. Tutta l'Europa chiude in ribasso, maglia nera a Francoforte. La moneta unica scende ai livelli più bassi da due anni contro la valuta statunitense e da 11 contro quella giapponese. Torna il divieto alle vendite allo scoperto su banche e assicurazioni e Milano recupera leggermente

MILANO - Spread in deciso rialzo, euro ai minimi e Borse in forte calo con Francoforte che precipita e Milano che, dopo le pesantissime perdite della mattinata, chiude in calo di oltre il 2,5%. Il temuto lunedì dei mercati dopo il venerdì nero, ha rispettato alla lettera il copione previsto nel week end con ancora una volta al centro delle paure la Spagna sempre più calata nel ruolo del prossimo paese costretto a chiedere il salvataggio a Fmi, Bce e partner europei. Uno scenario che sta decisamente preoccupando i mercati e i loro regolatori come testimonia la decisione della Consob di proibire le vendite allo scoperto dei titoli di banche e assicurazioni e quella dell'omologo organismo di controllo spagnolo che ha deciso il medesimo divieto per i prossimi tre mesi. Mosse rivelatesi efficaci e che hanno contribuito al contenimento delle perdite per entrambi i listini.

Che la giornata sia stata di quelle decisamente delicate lo conferma l'andamento del mercato dei debiti sovrani. Il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco è salito fino a 529 punti base, prima di ritracciare a 517 punti, con il rendimento del decennale italiano al 6,3%. Lo spread tra i Bonos spagnoli e i Bund è a quota 630 punti (rendimento al 7,4%, ai massimi storici). Crolla all'1,2% il rendimento dei bund. E proprio oggi la Germania ha venduto titoli di Stato a un anno (Bubill) per 2,7 miliardi di euro, con rendimenti negativi e forte domanda. Il rendimento medio è sceso a -0,054%, la domanda ha raggiunto i 6,3 miliardi di euro, più del doppio rispetto all'importo massimo in offerta di 3 miliardi.

Sul fronte azionario Milano ha chiuso in ribasso del 2,76% dopo essere arrivata a perdere anche il 5%. A indossare la maglia nera è stata invece Francoforte, dove il Dax ha perso il 3,18%. A Parigi il Cac 40 è sceso del 2,89%. E' arretrato infine del 2,09% l'Ftse 100 di Londra. Benino Madrid che chiude in flessione solo dell'1,1%. La borsa di Atene invece ha chiuso in calo di oltre l'8% alla vigilia dell'arrivo ad atene degli ispettori della troika (Fmi, Bce e Commissione europea). Pesante anche Wall Street il Dow Jones cede l'1,2%, il Nasdaq l'1,9% e lo S&P l'1,5%

A Piazza Affari ha sofferto soprattutto A2a: le azioni hanno ceduto oltre il 6%. Gli investitori hanno preferito alleggerire i portafogli, temendo l'elevato indebitamento dell'azienda in un momento critico per i mercati finanziari. Male anche Mediaset 1, in calo di oltre il 3%.

Le tensioni sui mercati si sono ripercosse anche sulla fiducia dei consumatori nell'Eurozona che a luglio ha subito un forte calo a quota -21,6 punti da -19,8 punti in giugno. Nella Ue -20,3 punti da -19,7. Lo rileva la dg Ecofin della Commissione europea.

Male anche l'Asia con Tokyo che chiude in flessione dell'1,86% e tocca il livello più basso da sei settimane a questa parte. Male anche Seul che lascia sul terreno l'1,84%. Le cose non vanno meglio in Cina dove Hong Kong ha perso il 2,99% e Shanghai dell'1,26%.

Sul sentiment degli investitori non pesa solo il fatto che le regioni spagnole che potrebbe essere costrette a chiedere un salvataggio statale sarebbero sei. Ma anche che il Pil di Madrid ha registrato nel secondo trimestre del 2012 una contrazione dello 0,4% rispetto a quello precedente. Sull'anno scorso la contrazione è stata dell'1%.

L'euro è sceso per la prima volta sotto la soglia dei 95 yen. La moneta unica ha toccato un minimo a 94,405 yen e in serata passa si mano a 95,032 yen. L'euro è in calo anche nei confronti del biglietto verde e viene scambiato a 1,2115 dollari.

Il petrolio affonda a New York, dove le quotazioni perdono il 4,2% a 87,96 dollari al barile. Il metallo prezioso perde stamani lo 0,3% a quota 1.579,30 dollari l'oncia.

 
(23 luglio 2012)
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Indices

LibelléDernierVarVar 1 janv
CAC 403101,53-2,89%+1,08%
CAC All-Tradable2336,27-2,93%+2,66%
Dow Jones12693,46-1,01%+4,95%
Euronext 100603,77-2,67%+4,64%
Nasdaq Composite2882,28-1,47%+12,29%
Nikkei8508,32-1,86%+0,63%
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Séance chahutée sur les Bourses européennes

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Au gong final, le CAC 40 de la Bourse de Paris a sauvé de justesse les 3100 points, chutant de 2,89 % à 3101,53 points. Crédit Photo : FREDRIK VON ERICHSEN/AFP


L’Espagne et la Grèce ont fait trembler les Bourses. Le CAC 40 a chuté de 2,89% à 3101,53 points, le Footsie londonien de 2,09 %, le Dax de Francfort de 3,18%. À Athènes, l’Athex s’est effondré de 8,10%.
L’Espagne s’enfonce dans la récession et la crise sociale. Et le spectre d’une sortie de la Grèce de la zone euro ressurgit. Des signaux très négatifs qui ont plongé les marchés financiers du monde entier dans la tourmente. La déprime boursière a balayé successivement les Bourses asiatiques, européennes, puis américaines.
Alors que le Nikkei de Tokyo a abandonné en tout début de journée près de 2%, les marchés européens ont ouvert dans des proportions baissières similaires, avant de creuser leurs pertes au fil de la séance et des mauvaises nouvelles en provenance du Vieux continent. Au gong final, le CAC 40 de la Bourse de Paris a sauvé de justesse les 3100 points, chutant de 2,89 % à 3101,53 points dans des volumes d’échanges assez faibles, de moins de 2,5 milliards d’euros; le Dax de Francfort a lâché 3,18 % à 6419,33 points et le Footsie londonien a trébuché de 2,09 % à 5533,87 points. En Grèce, la séance a été sanglante: l’Athex 20 s’est effondré de 8,10%.
En Espagne, où les taux longs ont atteint des records historiques depuis la création de la zone euro, à plus de 7,5%, l’Ibex 35 a perdu jusqu’à 5,5%, sous les 6000 points. Ce qui n’était pas arrivé depuis plus de dix ans. Mais au finish, l’indice espagnol n’a finalement reculé que de 0,39 % à 6224 points. En début d’après-midi, l’autorité de régulation des marchés espagnols a interdit les ventes à découvert sur toutes les actions afin d’«assurer le maintien de la stabilité financière» pendant au moins trois mois. Même décision en Italie, mais seulement pour les valeurs bancaires. À Milan, l’indice Mib 30 a été victime des craintes de contagion des maux européens. La Bourse a rétrogradé de 2,76 % à la clôture.
Les craintes européennes ont aussi ébranlé Wall Street, où le Dow Jones chutait encore de 1% à la mi-séance, et où le baril de pétrole s’écroulait de plus de 3%, sous 90 dollars.
Sur le front des valeurs, les bancaires ont été massacrées. Elles sont également victimes du scandale du Libor, qui les place au cœur d’une fraude mondiale passibles de lourdes amendes, dommages et intérêts, et de sanctions pénales. Malgré un léger mieux en fin de séance, BNP Paribas a tout de même chuté de 5,47 % à 26,95 euros, Crédit Agricole de 5,48 % à 3,04 euros et Société Générale de 4,58 % à 15,64 euros).
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El Ibex frena las pérdidas al cierre pero la prima de riesgo se mantiene en máximos

El diferencial con el bono alemán marca un récord histórico en 642 puntos básicos

El abanico de temores de los inversores va desde el rescate a la quita o el impago

La prohibición de las operaciones en corto resucita a la banca y frena las pérdidas en la Bolsa

El euro marca mínimos frente al dólar desde octubre de 2010 en 1,20 unidades del 'billete verde'



Ni un momento de respiro. Tras la nefasta jornada del viernes, cuando una improvisada pero no inesperada petición de rescate de la Comunidad Valenciana con los mercados abiertos disparó las alarmas, la presión contra España continúa y ha marcado nuevos máximos ante la incertidumbre de si necesitará un rescate integral de su economía. En la Bolsa, el Ibex ha logrado cerrar con un descenso del 1,1% después de llegar a tocar en su cotización intradía mínimos de los últimos nueve años al desplomarse un 5,44%. El origen de esta mejora ha estado en a decisión de la CNMV de prohibir las operaciones en corto, lo que ha resucitado a la banca, que ha acabado la sesión en verde. También el euro ha ahondado sus mínimos frente al dólar.
Con las dudas de los mercados sobre la cuarta economía del euro disparada, la prima que exigen los inversores por los bonos españoles a diez años frente a los alemanes ha tocado este lunes por primera vez en la era euro los 642 puntos básicos (6,42 puntos porcentuales), aunque al final del día ha moderado el avance a los 631 puntos. La rentabilidad de los títulos con vencimiento en 2022 ha rebasado el 7,5%, un nivel desconocido desde 1996. El viernes, el riesgo país acabó la semana en 610 puntos. Nunca desde que la agencia de información económica Bloomberg recopila estos datos, 1993, se había superado la barrera de los 600 puntos.
Además, para añadir más gasolina al fuego, Grecia, cuya situación había pasado a un segundo plano a la espera de que el nuevo Gobierno se pusiera en marcha, ha vuelto a acaparar la atención de los inversores. El motivo han sido los rumores de que el FMI abandonará a su suerte al país, según publicó este fin de semana el semanario alemán Der Spiegel. Pese a las negativas lanzadas tanto desde el propio Fondo Monetario Internacional como desde la Comisión Europea, que ha confirmado que el próximo tramo de la ayuda se espera para septiembre, la acumulación de problemas que atraviesa Atenas ha resucitado el miedo a que el país tenga que abandonar el euro. La misión de la troika (UE, FMI y BCE) llegará mañana a Grecia para analizar la evolución de sus reformas.
Para el Gobierno, la situación muestra la "irracionalidad" de los mercados, según ha señalado el ministro de Economía, Luis de Guindos, al inicio de su intervención en el Congreso. "Los mercados sobrerreaccionan", ha añadido antes de destacar que, en esos momentos, hay que modular sus oscilaciones. Guindos, preguntado por los periodistas, ha añadido que "por supuesto" descarta una intervención del conjunto del Estado.

Con este panorama de alta incertidumbre en torno al futuro de la eurozona y sin noticias del BCE, el único capaz de frenar la sangría junto a la puesta en marcha de la compra de bonos por parte de los fondos de rescate, la prima de riesgo italiana también ha empezado la sesión con fuertes subidas. Las ventas sobre la deuda del país transalpino han llevado a su diferencial con Alemania a subir en 26 puntos básicos para cotizar en 528, a 24 del máximo que tocó en noviembre. Su deuda a 10 años se iba al 6,358%. Por el lado contrario, Alemania ha visto como el persistente aumento de la demanda por sus títulos reducía el interés de sus bonos a 10 años a un mínimo histórico del 1,127%.
Tanto Grecia como Portugal se vieron obligadas a solicitar el rescate cuando sus primas de riesgo estaban por debajo del nivel actual que sufre España. En el caso de Irlanda, su diferencial estaba en 662 puntos. No obstante, la rentabilidad de sus bonos era mayor, ya que superaba el 8%. Esto se explica porque los títulos alemanes no estaban tan bajos como en estos momentos.
Los expertos consultados por este periódico ven difícil que en la situación actual España no se vea obligada a pedir el rescate total ante el eventual riesgo de impago. El ministro Guindos, tras comparecer este lunes ante la comisión de Economía del Congreso para explicar el rescate bancario, viajará mañana a Berlín para entrevistarse con su homólogo alemán, Wolfgang Schäuble. Asimismo, el Banco de España ha publicado el primer avance del PIB del segundo trimestre, que muestra un recrudecimiento de la recesión con una caída intertrimestral del 0,4%, una décima más que en el arranque del año. En este punto, las previsiones de una economía que no volverá a crecer hasta 2014 asustan en tanto en cuanto sin recuperación de la actividad no habrá dinero para pagar la deuda.
El Gobierno lleva semanas repitiendo que la deuda a 10 años sobre el 7% es insostenible para que el país pueda seguir financiándose por su cuenta, el factor clave para verse abocado a un rescate integral en la línea de los de Grecia, Portugal o Irlanda. No obstante, el repunte de las dudas también está pasando factura a los otros tramos del papel del Estado.
Así, tanto el bono a dos años como lo que vencen en 2015 o 2017 también han tocado máximos de la era euro en el 6,744%, el 7,332% y el 7,388%. Los italianos, sin embargo, se mantienen aún lejos de sus récords. Al mismo tiempo, el precio de asegurarse contra un eventual impago por parte de España (los conocidos como CDS) ha tocado máximos históricos, lo que abunda en la tesis de que el país está perdiendo la confianza de los inversores a marchas forzadas y que el temor de un default está presente en los mercados. El Tesoro, que la semana pasada ya se vio forzado a pagar un interés récord por su deuda a largo plazo, volverá mañana al mercado a emitir letras a tres y seis meses en plena tormenta con el objetivo de captar hasta 3.000 millones.
En las Bolsas y en los mercados de divisas también se han multiplicado las ventas de los activos relacionados con España y el euro durante la mañana, lo que ha llevado al español Ibex 35 a caer hasta un 5,44% —ha cedido los 6.000 puntos hasta tocar su nivel más bajo desde 2003 en 5.906 enteros— mientras la moneda única ha ahondado sus mínimos frente al dólar de los últimos dos años (1,208 unidades del billete verde). En el resto de plazas de referencia del Viejo Continente solo Milán ha bajado con la misma intensidad que el selectivo español, de hecho ha llegado a sufrir otro recorte del 5%.
Sin embargo, tras unas horas de alarma, tanto el Ibex como el FTSE Mib han puesto freno al batacazo y, al cierre, se han dejado un 1,10% y un 2,76%, respectivamente. La decisión del regulador bursátil español y de su homólogo italiano de prohibir las apuestas en corto ha estado detrás de esta mejora. De hecho, la banca ha logrado darse la vuelta y ha acabado subiendo más de un 1%.
En el lado opuesto, las pérdidas se han ampliado a medida que avanzaba la sesión en las otras Bolsas europeas tras la pausa para comer. Fráncfort se ha dejado al cierre un 3,18%, París ha caído un 2,89% y Londres un 2,09%. El farolillo rojo del día ha sido Atenas, que se ha desplomado un 7,10%. En Wall Street, los números rojos se han ido reduciendo a medida que se acercaba el cierre en Europa, que ha sido el detonante de las ventas al otro lado del Atlántico. Al acabar la sesión en el Viejo Continente, el Dow Jones solo retrocedía un 1,2% y el tecnológico Nasdaq un 2%. Fruto de la incertidumbre, el índice que mide la volatilidad en el mercado ha aumentado un 25% en una sola jornada, algo que no se veía desde noviembre.
La aprobación por parte del Eurogrupo del paquete de hasta 100.000 millones de euros en ayudas a la banca española el pasado viernes no ha servido para disipar la incertidumbre sobre la deuda española, incrementada incluso tras conocerse la decisión de los Gobiernos valenciano y murciano de pedir la adhesión al mecanismo de la liquidez autonómica aprobado por el Consejo de Ministros en su reunión del pasado 13 de julio. Y podrían no ser las únicas en requerir la asistencia de un Estado que, a su vez, ha tenido que pedir ayuda europea para recapitalizar a sus bancos.
Por su parte, el Banco Central Europeo (BCE) anunciaba también que deja de aceptar por el momento los instrumentos de deuda emitidos o plenamente garantizados por el Gobierno griego como avales en las operaciones de política monetaria del Eurosistema. En este sentido, las palabras pronunciadas este fin de semana por el presidente de la entidad, Mario Draghi, sobre el papel del organismo emisor asegurando que "el BCE no está para resolver los problemas financieros de los Estados” han empeorado más si cabe la situación. Este lunes se ha confirmado que el instituto emisor lleva ya 19 semanas sin comprar deuda de los países bajo presión.
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Almunia insta a España a pedir que el fondo de rescate compre deuda

El comisario europeo cree que ha llegado el momento de aplicar los acuerdos y comprar deuda

Considera que es necesario para "rebajar la tensión en el mercado"


España “no necesita” un rescate total. El vicepresidente y comisario europeo de Competencia, Joaquín Almunia, ha explicado este lunes ante los periodistas españoles de Bruselas que la economía española “tiene capacidad para salir adelante con las medidas que ya se han adoptado y que hay que seguir adoptando con el Memorando de Entendimiento [el rescate financiero con severas condiciones para la banca y la política fiscal]”. Pero Almunia asegura que España “no puede hacer sola toda la tarea”, en un mensaje claro y rotundo dirigido a los socios europeos. “Tomando decisiones, España se carga de razones para pedir a los socios europeos que complementen la tarea”, ha dicho. La traducción: hay que intervenir en el mercado de deuda con los mecanismos aprobados en la última cumbre del euro, que permite a los fondos de rescate comprar bonos de los países con problemas si lo piden. “Esa parte de los acuerdos necesita ser aplicada”, ha dicho Almunia, con el bono a 10 años escalando a niveles insostenibles, las Bolsas a la baja y España (e Italia) convertida en el centro de la diana. Eso implicaría que España pidiera al Eurogrupo la compra de deuda.
Las especulaciones han empezado ya, después de conocerse que el ministro de Economía, Luis de Guindos, visitará mañana a su homólogo alemán, Wolfgang Schäuble. Al cabo, el futuro de la eurozona no está ni mucho menos asegurado, según afirma el economista Alberto Alesina en un diario italiano. La prueba de que el nerviosismo crece es que el primer ministro de Italia, Mario Monti, ha iniciado conversaciones con Rusia en busca de ayuda, según Il Sole 24 Ore.
El Gobierno y las autoridades europeas saben bien lo que hay que hacer”
Joaquín Almunia
Recado de Almunia, así pues, para los socios europeos de España. Pero mensaje también para el Gobierno: “Hay que respetar la autonomía del Banco Central Europeo (BCE)”, ha dicho Almunia en clara referencia a la presión del Ejecutivo, que en boca de su ministro de Exteriores, José Antonio García Margallo, ha calificado al BCE de “banco clandestino”.

“El Gobierno y las autoridades europeas saben bien lo que hay que hacer”, a juicio del vicepresidente europeo. Mientras lo hacen, los mercados castigan duro. Por una razón evidente: los fondos de rescate tienen una potencia de fuego de medio billón de euros. Los socios europeos, encabezados por Alemania, se han opuesto a darle a esos fondos una ficha bancaria para que pueda acudir a la ventanilla del BCE y tenga un arsenal ilimitado. Y el BCE ha dado claros signos de que no va a actuar, a pesar de que sí lo hizo el verano pasado. En esas condiciones, los inversores van a tantear los límites de los fondos de rescate. “Si tienes una pistola de agua, vas a tener que usarla. Si tienes un bazoca, no hay necesidad de usarlo”, dijo el secretario del Tesoro de George W. Bush cuando Estados Unidos se enfrentó a un problema parecido.
Almunia será el encargado de validar los planes de reestructuración de las cajas que pidan ayudas. Ha justificado que los titulares de preferentes y deuda subordinada carguen con parte de la factura, para que todo el peso no recaiga sobre los hombros de los contribuyentes. “Si hay acuerdos voluntarios de conversión de deuda subordinada en capital o de recuperación de los títulos con un descuento, esos acuerdos formarán parte de los planes de reestructuración; si no, el Gobierno debe aprobar legislación antes de finales de agosto para ver qué condiciones se les pueden imponer” a los titulares de preferentes o subordinadas.

En el caso de la deuda de máxima calidad, Almunia insta a no traspasar los límites “a partir de los cuales puede ponerse en peligro el acceso del sector financiero a los mercados”. A diferencia del BCE, cree que la deuda de máxima calidad no va a pasar por caja. ¿Por qué el BCE ha introducido esa variable en el debate con posterioridad al acuerdo relativo al rescate a España? “No lo sé”, ha respondido Almunia.
El rescate español “es la solución para la necesidad de capitalizar el sistema bancario, para permitir que la banca cumpla con sus obligaciones”, según Almunia. Los mercados opinan, a mediodía del lunes, lo contrario: la Bolsa ha llegado a caer en torno a un 10% desde el pasado viernes y la prima de riesgo ha roto todos los máximos. Varios economistas apuestan por un rescate total si no hay medidas excepcionales, y no parece sencillo que las haya sin el acuerdo de todos los países: el fondo de rescate temporal (EFSF) requiere unanimidad en la toma de decisiones, y países como Holanda y Finlandia han mostrado un rechazo rotundo a la posibilidad de comprar bonos con ese instrumento. El mecanismo de rescate permanente (Mede) requeriría una mayoría cualificada, del 85% de los votos, lo que dejaría fuera vetos como el finlandés y el holandés. Pero para cuando esté en marcha, si la presión no cede, la deuda española estará ya achicharrada.
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España prohíbe las operaciones en corto en los mercados financieros

Las autoridades españoles e italianas toman medidas para atajar la volatilidad en los mercados

La prohibición ya estuvo en marcha entre agosto de 2011 y el pasado febrero para la banca

La medida aplaca las fuertes caídas en la Bolsa y saca al Ibex de mínimos desde 2003

La prima de riesgo marca máximos sobre los 640 puntos básicos por las dudas sobre España

Operadores, en la bolsa de Madrid. / SUSANA VERA (REUTERS)


El regulador bursátil español ha anunciado a media sesión que prohíbe las operaciones en corto en los mercados financieros durante tres meses para atajar la volatilidad en los mercados. La decisión de limitar las apuestas en corto ha sido anunciada en otra jornada de fuertes pérdidas en las Bolsas —el español Ibex 35 ha llegado a caer un 5,44% con los bancos al frente de los recortes— y en los mercados de deuda, donde el sobreprecio exigido a los bonos españoles frente a los alemanes, de referencia, ha marcado máximos históricos.
Las apuestas en corto consisten en pedir prestadas acciones de un determinado valor para venderlas con la esperanza de que su precio caiga y poder comprarlas en un futuro a un precio más barato para devolvérselas a su dueño, apuntándose las correspondientes plusvalías. Este tipo de estrategia es realizada principalmente por los fondos de alto riesgo o hedge funds.
El anuncio de la prohibición, que en esencia representa poner coto a los movimientos más especulativos del mercado, se ha notado en la evolución de los índices de referencia. Así, el Ibex ha puesto freno a las ventas al pasar de ceder más de un 3% a dejarse un 1,1% al cierre con la banca en verde. A media mañana ha llegado a perder un 5,44%, lo que le ha llevado a marcar un mínimo intradía de los últimos nueve años en 5.902 puntos. Similar desarrollo ha seguido el FTSE Mib de Milán, que no obstante no ha podido llevar la mejora más allá de dejarse un 2,8%. El pasado 11 de agosto de 2011, cuando se anunció por primera vez, la Bolsa rebotó un 3,56%, aunque también se vio animada por la intervención del BCE en los mercados de deudas.
La medida estará vigente en España hasta el 23 de octubre pero en Italia caduca el viernes
Ahora y para desgracia de España, sigue sin haber rastro del Banco Central Europeo. De hecho, la prohibición no ha servido para cambiar el paso de los inversores, que han prolongado a lo largo de la jornada las ventas de los títulos de España e Italia. El temor a que el Estado español acabe necesitando un rescate total ha llevado a la prima de riesgo, que es el diferencial entre el interés exigido a sus bonos frente a los alemanes, de referencia, a tocar un nuevo máximo histórico en 642 puntos básicos (6,42 puntos porcentuales). En concreto, frente al 1,12% que se exige para comprar títulos alemanes, que se benefician de su condición de valor refugio frente a la crisis, para entrar en los españoles, que sufren por la falta de confianza, los operadores reclaman un 7,5%, el tipo más alto desde 1996.
Según ha explicado por la mañana el ministro de Economía, Luis de Guindos, el fuerte ascenso que ha registrado este lunes el sobreprecio exigido a la deuda española refleja la "irracionalidad en los mercados". Ante estas situaciones, ha añadido Guindos antes de comparecer en el Congreso, el Gobierno debe abogar por intentar paliar el "extremo nerviosismo" de los inversores. En este sentido va la medida anunciada por la CNMV, al menos en la medida en que aplaca la excesiva volatilidad.
"La situación de extrema volatilidad que atraviesan los mercados de valores europeos, podría perturbar su ordenado funcionamiento y afectar al normal desenvolvimiento de la actividad financiera. En estas condiciones resulta preciso revisar la operativa de los mercados de valores con el fin de asegurar el mantenimiento de la estabilidad financiera", asegura la Comisión Nacional del Mercado de Valores en un comunicado. Además, añade que puede prorrogarse o levantarse en cualquier momento de aquí hasta que venza el próximo 23 de octubre si se considera necesario.

"La prohibición cautelar afecta a cualquier operación sobre acciones o índices, incluyendo operaciones de contado, derivados en mercados organizados o derivados OTC, que suponga crear una posición corta neta o aumentar una preexistente, aunque sea de forma intradiaria", concreta antes de acotar que "se entenderá por posición corta neta aquella que resulte en una exposición económica positiva ante una caída del precio de la acción".
Minutos antes, el regulador del mercado bursátil italiano, Consob, también había anunciado la misma medida. "Dado el reciente giro registrado en los mercados, Consob ha decidido reintroducir la prohibición de las ventas a corto plazo en las Bolsas contra la banca y las compañías de seguros", afirma el regulador en un comunicado. En la nota, concreta que la medida estará vigente hasta las 18.00 del próximo viernes.
Tanto en Italia como en España, la medida ya estuvo en marcha para proteger a los valores del sector financiero desde el pasado agosto hasta mediados de febrero del presente año, aunque la previsión era de que estuviese en marcha solo 15 días. De hecho, desde el regulador español siempre se ha defendido que la prohibición debe adoptarse en coordinación con otros supervisores bursátiles europeos para tener efecto.
Decisiones similares a las que ha anunciado este lunes Italia o España han sido adoptadas en varias ocasiones entre 2008 y 2009, tanto en Estados Unidos como en Reino Unido.
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Acciones europeas se hunden tras posible rescate de España

Credito:
Reuters
Londres- Las bolsas europeas se hundieron este lunes y un índice referencial de las principales acciones de la región cayó a un mínimo de tres semanas, arrastrados por los crecientes temores a que España podría convertirse en el cuarto miembro de la zona euro en solicitar un rescate financiero.
El índice FTSEurofirst 300 de las principales acciones europeas cerró con una caída de 2.3%, a 1,024.84 puntos, mientras que el Euro STOXX 50 cayó 2.34% a 2,185.04 puntos, quebrando un nivel de soporte clave.
La prohibición de operaciones sobre acciones de la bolsa española que supongan la constitución o incremento de posiciones cortas, y una medida similar instrumentada por Italia, limitaron el daño sobre las acciones de bancos, pero no fue suficiente para revertir la tendencia negativa general en los mercados europeos.
"Nos estamos acercando al precipicio, el riesgo sistémico está aumentando, pero parece que se necesitará un evento importante como el colapso de un banco o que los griegos digan que abandonan el euro para que los líderes de la UE tomen decisiones reales", dijo el estratega de Saxo Bank Peter Garnry.
El índice STOXX de los bancos europeos perdió 2.6 por ciento. Las acciones de Commerzbank cayeron 6.1%, y las de BNP Paribas 5.2 por ciento.

jeudi 19 juillet 2012

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La Bourse de Paris poursuit sur sa lancée

Traders are pictured at their desks in front of the DAX board at the Frankfurt stock exchange
Les investisseurs sont rassurés par les indicateurs américains. Crédit Photo : © Pawel Kopczynski / Reuters/REUTERS


Le CAC 40 a gagné 0,87% à 3263,64 points, à la clôture et reste au-dessus des 3200 points. Les résultats encourageants des entreprises américaines soutiennent les indices.
La Bourse de Paris confirme sa remontée, ce jeudi. Après avoir gagné 1,84% mercredi, le CAC 40 a gagné 0,77% à 3251,94 points à la clôture. A Londres, le Footsie a gagné 0,40% tandis que le Dax de Francfort a avancé de 1,02%. En séance, le Dow Jones gagnait 0,24% à 12.939,16 points et le Nasdaq Composite, 0,82% à 2966,72 points.
Les opérateurs continuent de saluer les bons résultats des entreprises américaines. Hier soir, c’était au tour d’Intel, ebay et IBM d’enregistrer des bénéfices meilleurs que prévu. «Les investisseurs reprennent le chemin de la Bourse grâce à des publications dans l’ensemble meilleures que prévu, et des perspectives d’assouplissement monétaire aux Etats-Unis et en Chine, qui vont permettre de relancer la croissance», expliquent les courtiers d’ETX Capital.

Mauvaises stastistiques américaines

Côté statistiques, l’agenda était surtout américain. Et force est de constater que les indicateurs ne sont pas très encourageants. Les inscriptions hebdomadaires au chômage ont augmenté plus fortement que prévu à 386.000 nouveaux dossiers contre 365.000 attendus par les analystes.
Les ventes dans l’immobilier ancien ont reculé de 5,4% à 4,37 millions d’unités contre 4,63 millions attendus.
A noter en Europe que le premier ministre finlandais, Jyrki Katainen, a assuré dans un entretien avec l’AFP que les députés adopteraient le projet de loi sur l’accord sur les garanties et le plan de sauvetage européen des banques espagnoles demain vendredi. Le Bundestag allemand se prononce aujourd’hui. L’Espagne a justement emprunté ce jeudi 2,981 milliards d’euros à 2, 5 et 7 ans, à des taux en hausse.
Côté devises, l’euro recule légèrement à 1,2262 dollar contre 1,2281 dollar hier soir. Les cours du pétrole étaient en hausse, portés par le rebond des Bourses et la baisse des stocks américains hebdomadaires de pétrole. Les contrats futures sur le baril de «light sweet crude» (WTI) pour livraison en août, grimpait de 0,87% à 90,65 dollars. C’est la première fois depuis le 29 mai dernier que les cours frachissent le seuil psychologique des 90 dollars.
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Des pompiers espagnols posent nus contre la rigueur

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Par Isabelle de Foucaud Mis à jour | publié Réactions (9)
Huit pompiers de Mieres, une petite ville minière du nord de l'Espagne, ont posé nus sous une banderole, casques sur la tête et chaussures aux pieds, devant leur caserne pour protester contre la politique de rigueur du gouvernement.
Huit pompiers de Mieres, une petite ville minière du nord de l'Espagne, ont posé nus sous une banderole, casques sur la tête et chaussures aux pieds, devant leur caserne pour protester contre la politique de rigueur du gouvernement. Crédits photo : ELOY ALONSO/REUTERS


Pour protester contre la politique du gouvernement, des pompiers de la ville minière de Mieres ont soutenu à leur manière les manifestations syndicales prévues dans tout le pays ce jeudi.

Leur message est clair: «Tant de coupes nous ont laissés à poil.» Huit pompiers de Mieres, une petite ville minière du nord de l'Espagne, ont posé nus sous une banderole, casques sur la tête et chaussures aux pieds, devant leur caserne pour protester contre la politique de rigueur du gouvernement. Deux jours après avoir obtenu de l'Europe une aide de 30 milliards d'euros pour recapitaliser ses banques, Madrid a dévoilé la semaine dernière une salve de mesures de rigueur d'une ampleur extrême. Son objectif: économiser 65 milliards d'euros en deux ans et demi, soit plus de 8,5% du PIB aujourd'hui, a expliqué le chef du gouvernement, Mariano Rajoy. Parmi les dépenses taillées à la hache, le salaire annuel des fonctionnaires sera amputé de 7%, avec la suppression du 14e mois versé à Noël.

«Un pompier ici touche 1500 à 1550 euros en moyenne. Sans compter la prime de Noël, nous avons perdu presque 200 euros depuis les premières coupes de juin 2010», explique Javier Piedra, l'un des 16 pompiers de la brigade de Mieres, âgé de 41 ans, cité par la presse espagnole. De fait, le précédent gouvernement de Jose Luis Zapatero avait déjà réduit le salaire des fonctionnaires de 5%. Alors que des manifestations sont prévues dans la soirée dans tout le pays, à l'appel des syndicats UGT et CCOO, les pompiers ont décidé de se mobiliser de cette manière car «seuls ceux qui sont de repos devraient participer au défilé, les autres ne pouvant abandonner leur poste de travail». Selon Javier Piedra, «il vaut mieux huit pompiers qui montrent leurs fesses qu'une manifestation dans les rues contre les coupes».
De nombreux rassemblements, parfois violents, ont eu lieu dans le pays ces derniers mois. Ainsi, des mineurs du nord du pays, qui étaient en grève depuis mai et qui avaient parcouru plus de 400 kilomètres à pied, sont arrivés à Madrid la semaine dernière pour protester contre la réduction drastique des aides accordées au secteur, dans le cadre du plan d'austérité du gouvernement.
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Espagne: feu vert de Berlin au sauvetage des banques

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Par Patrick Saint-Paul Mis à jour | publié Réactions (2)
Angela Merkel et son ministre des Finances, Wolfgang Schaüble ont porté la campagne sur YouTube.
Angela Merkel et son ministre des Finances, Wolfgang Schaüble ont porté la campagne sur YouTube. Crédits photo : Gero Breloer/AP


Les députés allemands ont approuvé à une large majorité le plan de sauvetage des banques espagnoles, qui pourrait apporter jusqu'à 100 milliards d'euros de crédits européens.

Correspondant à Berlin
Le Parlement allemand a donné son feu vert au plan d'aide aux banques espagnoles, qui doit être finalisé vendredi devant l'Eurogroupe. Réuni en session extraordinaire, le Bundestag a voté, à une large majorité grâce aux voix de l'opposition, une aide allant jusqu'à 100 milliards d'euros, censée permettre à l'Espagne de remettre son secteur bancaire à flot.
C'est la dixième fois en deux ans que les députés, dont les prérogatives ont été sans cesse renforcées par la Cour constitutionnelle allemande, votaient sur le sauvetage de l'euro. Mais la session organisée en plein cœur de l'été et des vacances parlementaires a pris une tonalité particulière.

Merkel sur YouTube

«Combien coûtera le vote pour les aides à l'Espagne?», s'interrogeait jeudi le quotidien Bild. Partis en congés d'été, la plupart des députés ont acheté un billet d'avion, aux frais des contribuables, pour assister au vote… Ne sachant pas où les élus passent leurs vacances, le Bundestag admet qu'il lui est impossible de chiffrer le coût de l'opération dans l'immédiat.
Chaque nouveau plan de sauvetage accroit le scepticisme des Allemands quant à la pérennité de l'euro. Angela Merkel et son ministre des Finances, Wolfgang Schäuble, ont porté la campagne sur YouTube, pour expliquer à leurs concitoyens que l'aide à l'Espagne est dans l'intérêt de leur pays et contribuera à stabiliser la zone euro. «Naturellement, le projet n'a pas été élaboré de façon à ce que nous puissions être certains que tout ira bien en fin de compte. C'est pourquoi nous devons continuer de travailler. Mais je suis confiante que nous réussirons», a affirmé la chancelière.
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La prima de riesgo se dispara hasta los 580 puntos básicos tras la subasta

El bono español a 10 años vuelve a situarse en niveles superiores al 7%

El Bundestag alemán ha aprobado hoy el rescate europeo a España

El Tesoro Público ha colocado deuda con el interés más alto desde 1995


















La prima de riesgo (el diferencial entre el bono español y el alemán a 10 años en el mercado secundario) se ha disparado al término de la subasta de bonos por encima de los 580 puntos básicos. Al cierre de la jornada bursátil la indicador estaba en 579 puntos básicos (5,79 puntoa porcentuales), tres puntos más que en la clausura de la jornada anterior. El Ibex 35 ha cerrado con una subida del 0,63% (6632 puntos). El nivel más alto de la prima de riesgo se alcanzó el 18 de junio, cuando el diferencial se situó en 589 puntos básicos.
El Tesoro ha tenido que pagar el interés más alto desde 1995 por colocar deuda. En la subasta de esta mañana se han logrado captar casi 3.000 millones de euros en bonos con vencimiento en octubre de 2014, julio de 2017 y octubre de 2019. El bono español a 10 años ha superado de nuevo la barrera del 7%, y se sitúa en el 7,011%.
El Tesoro ha tenido que pagar tipos medios del 5,2%, 6,4% y 6,7% para colocar deuda a dos, cinco y siete años respectivamente, muy superiores a los de las anteriores emisiones y los más altos desde el euro. La demanda, además, se ha visto resentida. El ratio de cobertura total alcanzó las 2,15 veces, las peticiones superaron los 6.400 millones, pero cayeron significativamente respecto a emisiones anteriores
Concretamente, la subasta de bonos con vencimiento a 31 de octubre de 2014, con cupón del 3,30%, se ha saldado con la colocación de 1.359 millones de euros, a un tipo medio del 5,204% y un tipo marginal del 5,302%, superior al 4,483% de la última subasta. El Tesoro ha adjudicado 1.074 millones de euros en obligaciones con cupón del 5,50% y vida hasta el 30 de julio de 2017. El tipo medio ha sido del 6,459%, mientras que el marginal se sitúa en 6,543%, frente al 6,195% anterior. Se han emitido 548 milllones de euros en obligaciones con cupón del 4,30% y vencimiento a 31 de octubre de 2019, con un tipo medio del 6,701%. El tipo marginal se situó en el 6,798%, frente al 4,899% previo.
Los ojos de todos los inversores estaban puestos en la operación de esta mañana, especialmente después de la jornada de ayer, donde la prima de riesgo alcanzó su máximo histórico al cierre (576 puntos básicos) y el bono español a 10 años volvía a situarse cerca de la ahora rebasada zona de peligro del 7%.
El resto de Bolsas europeas también han cerrado en verde. El Dax alemán lo ha hecho en un 1,01%, el Cac parisino, 0,70%; Londres, al 0,54% y Milán, un 0,53%.
La segunda cita en la que los mercados han tenido puesta la mirada ha tenido en Alemania. La Cámara baja alemana (Bundestag) ha aprobado por 473 a favor, 97 en contra y 13 abstenciones el rescate a España en una sesión extraordinaria con este exclusivo punto en el orden del día. El acuerdo que hoy ha votado Alemania, según ha desvelado este diario, permitirá a España emplear parte del dinero de la recapitalización bancaria para comprar deuda en el mercado primario.
Hoy, además, el Congreso ha convalidado las medidas que el Gobierno anunció la semana pasada, y que supondrán un recorte de 65.000 millones de euros para los próximos dos años y medio. En el debate, el secretario general del PSOE, Alfredo Pérez Rubalcaba, ha reprochado al Ejecutivo que oculte datos del rescate europeo.
El resultado de la jornada bursátil de hoy se tendrá en cuenta también por los miembros del Eurogrupo (ministros de Economía y Finanzas de la zona euro), que mañana se reúnen por teleconferencia, para aprobar el memorando de entendimiento que recoge las condiciones del rescate a España. Lo harán con los mercados desconfiando con fuerza de España.
Dentro del Ibex, Bankia vuelve a ser el valor que más sube, con otro rebote de más del 15%, después de la gran subida de ayer. Los resultados de Bankinter, que ha reducido su beneficio un 77% tras provisionar 275 millones para cumplir íntegramente con las provisiones exigidas por el Gobierno para el ladrillo, se han recibido por los inversores con avances del superiores al 1,50%, pero al final de la sesión ha sido el único valor bancario que ha cotizado a la baja (un -0,37%). En el mercado de divisas, el euro recupera la cota de 1,23 dólares. El barril brent, de referencia en Europa cuesta 106,17 dólares (ayer cerró en 105,16 dólares).