lundi 29 juillet 2013

Cac 40

La Bourse de Paris devrait poursuivre dans le vert

Trader react at their desks at the Frankfurt stock exchange
Les investisseurs cherchent l’inspiration de l’autre coté de l’Atlantique. Crédit Photo : © Alex Domanski / Reuters/REUTERS
Les opérateurs surveilleront quelques indicateurs macroéconomiques tandis que le bal des publications trimestrielles se poursuivra.
La Bourse de Paris devrait poursuivre sur sa lancée. Hier, le CAC 40 a clôturé sur une légère hausse au terme d’une séance sans relief. D’après les premières indications disponibles, il pourrait gagner jusqu’à 13 points à l’ouverture aujourd’hui. Wall Street a également terminé dans le vert hier. Et ce matin, la Bourse de Tokyo était en hausse, portée par des achats opportunistes.
Les investisseurs attendent aujourd’hui la publication de quelques indicateurs macroéconomiques. En France, ce sera l’indice de confiance des affaires de juillet. Aux États-Unis sont attendus l’indice des prix immobiliers et l’indice manufacturier de la Fed de Richmond. Globalement, «la semaine va être dominée par d’importantes publications en Europe», notamment les indicateurs d’activité PMI et le baromètre Ifo du moral des entrepreneurs en Allemagne, rappellent les économistes de Crédit Agricole CIB.

Indices

MARKET OVERVIEW


16.275,71
-0,89%
6.560,25
+0,08%
8.259,03
+0,17%
3.968,91
0,00%
7.814,11
+0,22%
1.691,65
+0,08%
3.606,56
-0,18%
21.850,15
-0,54%

Mercados


L'economia cinese rallenta i mercati.
Cedola sotto l'1% per i Bot a sei mesi

La Corte dei Conti di Pechino avvierà una verifica sul debito pubblico. In settimana attesa per la riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, e i dati sulla disoccupazione negli Usa. Lo spread supera 275 punti nonostante il buon collocamento del Tesoro, Milano chiude a -0,9% in attesa della Cassazione su Berlusconi

di GIULIANO BALESTRERI


MILANO
 - La Cina spaventa l'Asia e frena le Borse europee in attesa della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, e dei dati sull'occupazione Usa. Ieri è, infatti, arrivato l'annuncio che Pechino avvierà una verifica "urgente" del proprio debito pubblico: "Conformemente ad una domanda dei giorni scorsi del Consiglio di Stato, la Corte dei Conti - si legge sul sito dell'organismo - organizzerà in tutto il Paese una verifica del debito pubblico". Il livello di indebitamento della Cina, alla luce del rallentamento della crescita, è considerato proprio come una delle principali minacce per l'economia del Paese. Secondo il Fmi il debito è salito al 45% del Pil, un livello sostenibile secondo il governo centrale che vorrebbe un modello di crescita basato sulla domanda interna.

A livello macroeconomico si guarda, poi, verso gli Stati Uniti: l'indice pmi, calcolato dalla Fed di Chicago, sale a 96 punti a giugno da 95,6 punti a maggio (dato rivisto dall'iniziale 95,8 punti). I compromessi per l'acquisto di case sono scesi dello 0,4% a 110,9 punti nel mese di giugno, ma la variazione su base annua registra un +10,9%. La vera attesa, però, è per la riunione delFomc - mercoledì - che dovrebbe fare chiarezza sulle intezioni della Fed in politica monetaria. Non ci sono dubbi sulla volontà di proseguire su una strada accomodante, ma potrebbero presto essere tagliati gli aiuti da 85 miliardi al mese sotto forma di acquisto di bond. Anche la Bce, tra l'altro, potrebbe presto iniziare a pubblicare i verbali delle sue riunioni proprio come avviene negli States. Prima della fine della settimana, poi, verranno comunicati i dati relativi alla disoccupazione americana di luglio.

L'Italia, intanto, registra due notizie positive. Da una parte si confermano i timidi segnali di ripresa economica, con il miglioramento della fiducia delle imprese e attese positive per la produzione di luglio. D'altra parte, il Tesoro riscontra la rinnovata fiducia degli investitori con un'asta di Bot a sei mesi: collocati tutti gli 8,5 miliardi di titoli con rendimenti in calo dall'1,052% di giugno allo 0,799% (minimo da maggio). Positiva la domanda: sale da 1,36 l'offerta di giugno a 1,47 volte.

Nonostante ciò, a Milano Piazza Affari chiude in rosso dello 0,89%, scontando l'attesa della sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi che potrebbe alterare i fragili equilibri politici. Alla vigilia non si muove di molto Mediaset, che in compenso sigla un'intesa con Sky per trasmettere Fox Sport. Tra i singoli titoli, tiene alle vendite Ansaldo Sts: la controllata di Finmeccanica si è aggiudicata una maxi-commessa in Arabia Saudita insieme a Salini-Impregilo. Sull'andamento del Ftse Mib pesa comunque l'andamento negativo delle banche, in particolare delle popolari, unito a quello degli energetici. In evidenza Fiat, scivola inveceMps sulle indiscrezioni per le quali Bruxelles vorrebbe un piano più aggressivo di taglio dei costi per dare l'ok ai Monti bond. Gli altri listini europei non si curano particolarmente dei timori di Tokyo e si mantengono in rialzo, pur limando gran parte dei guadagni con l'apertura in rosso di Wall Street: Londra chiude a +0,08%, Francoforte guadagna lo 0,17% e Parigi è di fatto invariata. La Borsa newyorkese ha avviato la settimana in calo: mentre in Europa finiscono le contrattazioni, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,4%, in linea con il Nasdaq, mentre l'S&P 500 arretra dello 0,3%.

Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, risale oltre quota 275 punti base: alla chiusura degli scambi azionari la cedola del decennale italiano sul mercato secondario supera il 4,4%. Poco mosso l'euro, che chiude stabile a 1,3254 dollari e 129,83 yen al termine di una seduta povera di spunti.

Crollo, come detto, in mattinata di Tokyo che ha chiuso la seduta in ribasso del 3,3% appesantita da un recupero dello yen nei confronti del dollaro. L'indice Nikkei che aveva già chiuso in calo del 2,97% venerdì scorso, ha ceduto altri 468,85 punti scendendo sotto la soglia psicologica dei 14mila punti, ai minimi da oltre un mese. Il dollaro, al momento della chiusura dei mercati, veniva scambiato intorno ai 97,90 yen e l'euro sui 129,95, livelli nettamente più bassi rispetto ai primi scambi della mattina: un calo che ha spinto le vendite dei titoli più esposti all'export.

Sul fronte delle materie prime, il contratto del petrolio Wti su stabilizza a 104,55 dollari alla chiusura dei mercati europei. Leggero apprezzamento per l'oro spot, che recupera quota 1.330 dollari all'oncia.

(29 luglio 2013)

vendredi 26 juillet 2013

Stati Uniti



L'allarme del Fmi sugli Stati Uniti
"Il taglio al deficit frena la ripresa"

Per gli economisti del Fondo monetario internazionale il consolidamento fiscale negli Usa è troppo rapido. La crescita economica rallenterà all'1,7% quest'anno per poi tornare al 2,7% nel 2014. Disoccupazione oltre il 7% ancora a lungo


MILANO - La ripresa dell'economia americana resta "tiepida"  con una crescita (dopo il +2,2% del 2012), attesa in frenata all'1,7% nel 2013 per poi riaccelerare al 2,7% nel 2014. E' quanto scrivono gli economisti del Fondo monetario internazionale nel rapporto sugli Stati Uniti pubblicato oggi a Washington. A frenare il passo di espansione degli Usa sono gli effetti prolungati nel tempo della crisi finanziaria del 2008 e del conseguente processo di riduzione del deficit, oltre a cause esogene come un ambiente macro debole e numerosi eventi atmosferici estremi. 

Uno dei problemi principali che pesano sulla congiuntura americana sono gli effetti del "sequester", cioè i tagli automatici alla spesa entrati in vigore quando il Congresso, pur evitando il fiscal cliff, non è riuscito a trovare un accordo per l'innalzamento del tetto del debito pubblico. Questi tagli - si legge nel rapporto - "stanno pesando significativamente sulla crescita quest'anno, con un P aumentato dell'1,8% nel primo trimestre e indicazioni di un ritmo inferiore nel secondo trimestre". 

Nonostante questi venti contrari, la natura della ripresa "appare in fase di cambiamento". In particolare, l'Fmi rileva il forte apprezzamento dei valori della Borsa e la crescita di oltre il 10% su base annua dei prezzi delle abitazioni, fattori che hanno rafforzato i bilanci familiari e fornito sostegno alla domanda dei privati. "Allo stesso tempo - prosegue il rapporto - il comparto delle costruzioni residenziali ha accelerato e le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate", in larga parte grazie alle condizioni finanziarie molto favorevoli rese possibili dai costanti sforzi di politica monetaria della Fed nel corso degli ultimi dodici mesi. La situazione è cambiata in qualche maniera dopo che a metà maggio la Fed ha parlato di una possibile riduzione del programma di acquisti di bond ma la politica monetaria rimane comunque "estremamente accomodante". 

Riguardo alla disoccupazione, il Fmi prevede che rimarrà sostanzialmente costante nel 2013 al 7,6% per poi scendere al 7,3% (quindi ancora lontano da quel 7% considerato dalla Fed non come un target ma un segnale di netto miglioramento del mercato occupazionale) anche in virtù del rientro fra le fila di chi cerca lavoro di quanti hanno smesso in questi anni di rinnovare la propria iscrizione agli uffici di collocamento per mancanza di fiducia. Rimarrà al di sotto degli obiettivi Fed di lungo periodo anche l'inflazione: l'fmi la vede all'1,7% nel 2013 e all'1,8% nel 2014.

Indices


MARKET OVERVIEW

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FTSE MIB16.421,51-0,06%
FTSE 1006.554,79-0,50%
DAX 308.244,91-0,65%
CAC 403.968,84+0,32%
SWISS MARKET7.796,84-0,87%
S&P 5001.690,25+0,26%
NASDAQ3.603,66-0,04%
HANG SENG21.968,95+0,31%

Cac 40


Le CAC 40 modère son avance dans le sillage de Wall Street

France EU Financial Crisis
Crédit Photo : Francois Mori/ASSOCIATED PRESS
Après avoir fugacement dépassé, pour la première fois depuis mai dernier, le niveau de 4000 points, le marché parisien réduisait son avance vendredi après-midi après l’ouverture de Wall Street.
La Bourse de Paris a nettement rebondi vendredi matin, soutenue par la cession d'Activision par Vivendi et par les publications de résultats, grimpant jusqu’à 4002 points, avant de ralentir en vue d’une ouverture dans le rouge à Wall Street. Dans l’après-midi, le CAC 40 n’avançait plus que de 0,56 % à 3978 points.
La vague des publications des résultats du jour, notamment ceux d’Air France, Lafarge, Kering, LVMH, Renault ou encore Safran, a dans un premier temps dynamisé la cote parisienne.
Toutefois, l’orientation négative des indices américains en préouverture freinait le marché en début d’après-midi. Le S&P 500 se dirige en effet vers une première baisse hebdomadaire en l’espace de cinq semaines, alors que les investisseurs tentent de digérer des résultats relativement mitigés. Le déclin reste cependant contenu à -0,4 % sur le S&P 500 et -0,37 % pour le NASDAQ Composite après une première heure d’échanges, alors que le niveau de confiance des ménages (mesurés par l’indice Reuters-Université du Michigan) a atteint en juillet un sommet depuis six ans.

BBVA

El BBVA financiará también la compra de pisos de Sareb pese a no ser accionista

La entidad compromete 1.000 millones en hipotecas a 30 años con un euríbor más 2,25 puntos


El presidente del BBVA, Francisco González. EFE/Archivo / EFE
El BBVA ha decidido sumarse a la lista de entidades que financiará con hasta 1.000 millones la compra de viviendas de Sareb, el banco malo, con lo que se convierte en el primer banco que lo hace sin formar parte del accionariado de la sociedad inmobiliaria. Hasta el momento, Santander, CaixaBank, Sabadell y Popular habían firmado ya sus respectivos acuerdos con Sareb para financiar la compra de inmuebles, pero todos ellos son a su vez accionistas de la sociedad, a diferencia de BBVA.
Los créditos, de este lado, tendrán unas condiciones similares a las de su gran rival, el Santander, ya que también ofrece hipotecas de hasta 30 años, por hasta el 80% del valor y un precio de euribor más 2,25 puntos, en función de la vinculación que establezca el cliente con la entidad. Para segundas residencias, la financiación máxima es del 60%, con plazos de hasta 25 años y con tipos mínimos de euribor + 3,25 puntos, también igual que el Santander.
El banco presidido por Francisco González fue la primera gran entidad en afirmar que participaría en el banco malo, ya fuera aportando activos o capital, sin embargo un mes después, ya en octubre del pasado año, aseguró que no tenía "ningún interés" por formar parte del proyecto. Finalmente, el banco no entró en la sociedad por una "decisión técnica", pero su presidente, Francisco González, insistió en que la entidad estaba dispuesta a seguir arrimando el hombro por España.

Gracias al convenio, BBVA crea una línea específica de financiación de hipotecas para particulares, al tiempo que se muestra dispuesto a conceder préstamos para adquirir la compra de inmuebles que figuren como garantías en préstamos al promotor en manos de la sociedad gestora.En un comunicado conjunto remitido este viernes, Sareb y BBVA dan cuenta del acuerdo que facilitará la compra de primeras y segundas viviendas, trasteros y locales en manos de la sociedad inmobiliaria.

IBEX

La Bolsa española logra su mejor semana en cuatro meses con un avance del 5,23%

El Ibex se desmarca del resto de parqués europeos apoyado en los resultados empresariales

La prima de riesgo logra bajar de los 300 puntos básicos un año después del aviso de Draghi

El dólar retrocede a su nivel más bajo de las últimas cinco semanas



La Bolsa española ha logrado cerrar su mejor semana desde marzo al subir un 5,23%, con lo que el lunes abrirá la sesión en 8.353 puntos, su nivel más alto desde que prácticamente el mismo periodo. Asimismo, el repunte registrado este viernes, avance con el que el selectivo suma su quinta jornada consecutiva en verde, ha tenido lugar a contracorriente del resto de Europa, que ha acabado el día en rojo pendientes de la Reserva Federal y los malos augurios sobre la economía de Estados Unidos.
Según el FMI, la primera potencia mundial acaba de concluir un segundo trimestre peor de lo esperado. Las aportaciones del Fondo han llevado a los inversores a apostar que las medidas de estímulo de la Reserva Federal, que se vuelve a reunir la semana que viene, durarán aún un tiempo. En respuesta a ello, el dólar ha tocado mínimos de las últimas cinco semanas. El euro se ha cambiado a 1,328 unidades del billete verde.
Dentro del Ibex, Popular se ha convertido en el mejor valor de la jornada, con una subida del 7,13% después de anunciar que ha ganado 170 millones de euros en el primer semestre del año. Le han seguido FCC (+4,43%), Gas Natural (+2,19%), BBVA (+1,78%) y Acciona (+1,74%). La parte negativa la han aportado Indra, que se ha dejado un 3,59%, Amadeus (-1,21%), Banco de Sabadell (-1,20%), Viscofan (-1,18%) y OHL (-1,16%).
Los grandes valores han conseguido mantener el tipo y han cerrado la sesión en verde, liderados por BBVA, al que han seguido Iberdrola (+1,41%), Telefónica (+1,15%), Repsol (+0,94%), Santander (+0,93%), Endesa (+0,68%) e Inditex (+0,66%).
En la deuda, España también ha logrado sacar provecho en las últimas jornadas del regreso del apetito por el riesgo entre los inversores. Gracias al aumento de las compras del papel del Estado, este indicador, que equivale al sobreprecio exigido a los bonos del Tesoro a 10 años frente a los alemanes, ha bajado en 20 puntos básicos en la semana, hasta los 295. La rentabilidad de la deuda a 10 años, por su parte, se movía sobre el 4,622%. 
Esta semana se ha cumplido un año desde que la prima de riesgo española marcase su máximo histórico en 649 puntos básicos (6,49 puntos porcentuales). También se ha cumplido el primer aniversario de la famosa frase de Mario Draghi, presidente del BCE, de que estaba dispuesto a hacer lo que hiciese falta para garantizar la estabilidad del euro.

jeudi 25 juillet 2013

BORSE


Borse Ue rallentano con Wall Street.
Milano chiude invariata, spread a 280

La Borsa Usa annulla i guadagni in attesa della trimestrale Apple e frena i mercati in Europa, che chiudono in rosso. Madrid resta la migliore dopo l'allentamento delle tensioni sul Portogallo, ma anche lo spread tra Btp e Bund peggiora sul finale di seduta tornando a 280 punti. Rally in Asia dopo che Pechino ha annunciato che non tollererà un andamento del Pil inferiore al +7%

di RAFFAELE RICCIARDI
MILANO - L'attesa timorosa di Wall Street per la trimestrale di Apple frena gli acquisti anche sui mercati europei, che nella mattinata avevano colto al volo i segnali positivi provenienti dalla Cina e si erano rafforzati grazie alla distensione delle tensioni sul Portogallo. Piazza Affari, dopo aver raggiunto un guadagno di oltre un punto percentuale, chiude così invariata.

La giornata era iniziata con il segno più grazie alle rassicurazioni di Pechino, che negli ultimi mesi è stata al centro di numerose preoccupazioni a causa del combinato di timori sulla liquidità del suo sistema finanziario, uniti a quelli sul rallentamento del suo ritmo di crescita. Il primo ministro Li Keqiang ha detto però chiaramente che l'espansione dell'economia cinese deve rimanere al di sopra del 7 per cento nel corso del 2013: "Il livello piu' basso di crescita tollerato sarà il 7% e il governo non permettera al Pil di scendere sotto questo limite", è la frase accreditata al premier dal foglio ufficiale Beijing News.

Sui mercati finanziari si è guardato al comparto delle Tlc, sul quale sono piovuti gli ordini d'acquisto dopo cheTelefonica ha annunciato di aver acquisito la controllata tedesca di Kpn, e-Plus, in un'operazione da 5 miliardi più azioni di Telefonica Deutscheland. Attiva anche la francese Vivendi, in trattativa con gli Emirati arabi per cedere la maggioranza di Maroc Telecom. Il Ftse Mib ha via via moderato i guadagni per chiudere invariato, con un +0,03%, nonostante la buona performance di Telecom. Ha sofferto StMicroelectronics, dopo che il secondo trimestre ha visto ampliarsi le perdite a 152 milioni di dollari. Quanti agli altri listini, ha regnato il segno meno: Parigi -0,43%, Londra -0,39% e Francoforte -0,2%. La migliore Piazza europea è risultata così Madrid, in rialzo di oltre un punto grazie alla riduzione delle tensioni sulla periferia dell'euro.

Sul fronte obbligazionario, infatti, per gran parte della giornata hanno avuto influssi positivi le notizie provenienti da Lisbona, dove sembra che il governo possa continuare la sua azione e attuare il piano di austerity e riforma chiesto in cambio degli aiuti internazionali. I benefici si sono sentiti anche nell'asta spagnola: il Tesoro di Madrid ha collocato titoli a tre e nove mesi per 3,52 miliardi di euro complessivi registrando un deciso calo dei rendimenti. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, dopo essersi ristretto a 275 punti base, ha comunque recuperato la soglia di 280 punti per un rendimento del decennale al 4,35%. Domani dovrebbe arrivare il via libera alla tranche da 4 miliardi di aiuti alla Grecia, altro fronte sempre caldo dell'Eurozona.

La fiducia dei consumatori della zona con la moneta comune è intanto migliorata a luglio di 1,4 punti. L'euro chiude in rialzo sopra quota 1,32 dollari, dopo aver toccato un top da un mese di 1,3230 dollari. La vittoria del partito del premier nipponico, Shinzo Abe, alle elezioni politiche in Giappone mantiene poi solide le quotazioni dello yen, che si attesta a quota 131,8 sull'euro e oscilla intorno a quota 100 sul biglietto verde.

Negli Stati Uniti, l'indice manifatturiero della Fed di Richmond è sceso a -11 punti a luglio, pesando su Wall Street. Nasdaq e S&P 500, come accennato, hanno annullato i guadagni dell'apertura passando in rosso rispettivamente dello 0,3 e dello 0,1%, mentre il Dow Jones resta leggermente positivo alla chiusura dei mercati europei. Intorno ad Apple regna grande attesa, ma anche paura per la trimestrale dopo che quasi tutti i big del comparto tecnologico, da Google a Microsoft, hanno mostrato segni di rallentamento mettendo sotto pressione il listino tecnologico.

In mattinata, le Piazze asiatiche hanno trattato ai massimi delle ultime otto settimane, sospinti anche dai dati sul mercato delle case negli Stati Uniti: l'andamento inferiore alle aspettative allontana i timori di una stretta al piano di sostegno all'economia nel breve termine da parte della Federal Reserve. Secondo gli economisti di Bloomberg, a settembre Ben Bernanke inizierà a chiudere i rubinetti risparmiando 20 miliardi di acquisti di bond al mese. Tokyo è salita dello 0,82%, mentre Shenzhen ha segnato +3,64% e Shanghai +1,95%.

Dopo il rialzo sui mercati asiatici, legato alle attese di un calo delle scorte negli Usa, le quotazioni delpetrolio si stabilizzano. A New York il Wti segna 106,60 dollari al barile. Leggere prese di beneficio anche per l'oro, ieri portatosi sui massimi di un mese: il contratto spot si piazza quota 1.333 dollari all'oncia.
(23 luglio 2013