lundi 4 mars 2013


Lo stallo italiano approda all'Eurogruppo.
Tensione sullo spread, Piazza Affari in rosso

Gli occhi del mercato puntati sulla riunione di Bruxelles. All'ordine del giorno il salvataggio di Cipro e le valutazioni dopo il voto in Italia, che ha accentuato la spaccatura tra "austerità" e "crescita" a Bruxelles. Debole Wall Street, in Asia listini contrastati sui timori per l'attività immobiliare cinese. Il petrolio cala ai minimi da 10 settimane


MILANO - Formalmente il primo punto all'ordine del giorno del summit tra i ministri delle Finanze della zona Euro riguarda il salvataggio di Cipro. Il Paese ha bisogno di un'iniezione di liquidità da circa 18 miliardi, sul tavolo delle trattative ci sono temi quali la vendita di asset statali, una svalutazione del debito e la presenza nei confini di grandi ricchezze finanziarie estere, in primis provenienti dalla Russia. Ma al netto di questo tema - "cruciale" per la moneta unica, secondo la definizione del commissario agli Affari economici Olli Rehn - è l'Italia a catalizzare l'attenzione internazionale.

Nella riunione di oggi, che proseguirà con l'Ecofin, si parla infatti dello stallo italiano dopo il pareggio elettorale. Nel Vecchio continente il voto è stato interpretato da molti come un referendum contro le politiche di austerità imposte da Bruxelles; le dichiarazioni pubbliche di molti attori negli ultimi giorni sono state improntate proprio a cercare di spegnere questo focolaio di malcontento. "Sembra che dopo il voto italiano l'alternativa dell'Europa sia tra i programmi di austerità e rigore di bilancio e la crescita. Ma è una premessa sbagliata", ha detto Angela Merkel venerdì scorso. Le ha fatto eco lo stesso Rehn a colloquio conDer Spiegel: "Non risolveremo i nostri problemi accumulando nuovo debito su quello esistente", ha ammonito. Entrando alla riunione odierna, il francese Pierre Moscovici ha detto che bisogna "discutere di come trovare un nuovo equilibrio tra consolidamento dei conti e sostegno alla crescita".

In questo contesto le Borse guardano agli sviluppi politici con apprensione. Piazza Affari, reduce da una settimana in cui ha ceduto complessivamente circa tre punti e mezzo, arriva a cedere quasi il 2% appesantita dalle banche, poi passa per un breve tratto in positivo e quindi chiude la seduta in ribasso dello 0,85%.Mediobanca è stata temporaneamente sospesa dagli scambi per eccesso di volatilità, con un ribasso teorico intorno al -5%. Tra gli altri titoli vendite su Telecom Italia Media nel giorno della cessione a Urbano Cairo de La7. Pesante, tra gli industriali, Mediaset. Tra le altre Borse perdite
minori per Francoforte che cede lo 0,21% e l'Ftse 100 di Londra che arretra dello 0,52%. Brilla invece Madrid che riesce a segnare un progresso dello 0,72% in virtù della tenuta del comparto finanziario. Il rialzo di Parigi (+0,27%) è invece influenzato dall'impennata di alcuni titoli isolati, come Veolia e France Telecom, che guadagnano entrambe oltre il 6%.

Si mantiene in tensione il versante obbligazionario. Lo spread - la differenza tra il rendimento offerto dai Btp e dai Bund decennali - sale a quota 345 punti base dopo aver toccato picchi a 350. La cedola dei titoli italiani sul mercato secondario è del 4,8%. A Wall Street, dove tiene banco l'inizio dei tagli al budget federale del "sequester", il Dow Jones - alla chiusura dei mercati europei - è in ribasso dello 0,1%, mentre il Nasdaq è invariato come l'S&P. A livello macroeconomico, sempre negli Stati Uniti l'indice Ism di New York è salito più delle attese a 58,8 punti in febbraio. Eurostat ha rilevato un aumento dello 0,6% dei prezzi alla produzione industriale a gennaio nell'Eurozona (stessa variazione nell'Ue a 27 Paesi); nel raffronto annuo il dato è +1,9%. In Spagna si segnala l'aumento del numero di disoccupati oltre 5 milioni, anche se a febbraio la corsa dei senza lavoro ha frenato al +1,19% rispetto al +2,7% di gennaio.

L'euro chiude stabile a 1,3005 dollari e 121,41 yen, restando prossimo ai minimi da due mesi e mezzo. La tendenza resta comunque al ribasso, a causa delle incertezze politiche in Italia e dei deludenti dati macro giunti la settimana scorsa dall'Eurozona. Gli operatori attendono le prossime mosse della Bce, senza escludere che giovedì prossimo Francoforte tagli il costo del denaro. E proprio l'andamento altalenante della divisa nipponica ha condizionato la prima seduta della settimana della Borsa di Tokyo, che si è chiusa con un guadagno dello 0,4%. Sulle altre Piazze dell'Est, chiusure pesanti per Hong Kong (-1,5%) e Shanghai (-3,6%). A preoccupare gli investitori asiatici è ancora il mercato immobiliare cinese: le autorità hanno manifestato la volontà di frenare la corsa dei prezzi degli edifici e l'indice che traccia l'attività degli sviluppatori immobiliari ha segnato la flessione più ampia del giugno 2008. Secondo la Banca centrale di Pechino - inoltre - nel 2013 i prezzi al consumo saliranno intorno al 3% (dal 2,5% del 2012), ma "resteranno sotto controllo".

Sul versante delle materie prime i prezzi del petrolio è in calo a New York dove scivola sotto i 90 dollari al barile per la prima volta nel 2013. A pesare è il rallentamento della Cina, con l'industria dei servizi che è cresciuta in febbraio al tasso più lento degli ultimi cinque mesi. Pesano al riguardo anche i tagli automatici alla spesa scattati negli Stati Uniti.
(04 marzo 2013)




Wall Street fait une pause

A trader works on the floor of the New York Stock Exchange
Le Dow est à moins de 1 % de son record de clôture à 14 164,53 points atteint le 9 octobre 2007. Crédit Photo :BRENDAN MCDERMID/REUTERS
La Bourse de New York aborde la séance en légère baisse après l’entrée en vigueur de coupes budgétaires aux États-Unis et le resserrement du crédit en Chine.
L’entrée en vigueur des coupes budgétaires aux États-Unis et de nouvelles mesures destinées à freiner l’envolée des prix de l’immobilier en Chine pèsent sur le moral des investisseurs américains en ce début de semaine. Dans les premiers échanges, le Dow Jones recule de 0,09 % et le Nasdaq de 0,32 %. Vendredi la Bourse de New York a terminé dans le vert. Les investisseurs avaient déjà visiblement pris en compte ces coupes budgétaires. La politique monétaire ultra-accommodante de la Réserve fédérale, incite les courtiers à maintenir leurs positions sur les actions.
Sur l’ensemble de la semaine passée, le Dow Jones a gagné 0,6 %, le Standard & Poor’s a progressé de 0,2 % et le Nasdaq a pris 0,3 %. Si bien que désormais, le Dow Jones est à moins de 1 % de son record de clôture à 14 .164,53 points atteint le 9 octobre 2007.
Barack Obama a ordonné vendredi soir le gel de 85 milliards de dollars de fonds publics après l’échec d’une ultime réunion avec les chefs de file des groupes parlementaires pour tenter de dénouer la crise budgétaire. Le Fonds monétaire international a évalué à 0,5 % le coût de ces mesures sur la croissance des États-Unis, mais le fardeau ne paraît pas insupportable pour une économie en pleine reprise. L’agence debersh notation Standard and Poor’s (SP) qui avait privé les États-Unis de leur «triple A» en 2011 se montre plus mesurée. Selon elle, les coupes dans le budget américain n’auront qu’un effet «limité» sur l’économie du pays.
La Bourse de Shanghai a chuté de 3,7 % aujourd’hui, après l’instauration de nouvelles mesures pour freiner la hausse des prix immobiliers avec notamment un durcissement du crédit sur les résidences secondaires et la mise en place d’une taxe de 20 % sur les plus-values immobilières.
Les investisseurs américains qui suivent pas à pas la crise en Europe, seront également attentifs à l’Eurogroupe qui doit se tenir ajourd’hui et qui se penchera notamment sur le cas chypriote et sur la manière dont le Mécanisme européen de stabilité (MES) pourrait voler au secours de banques.

Nouvelle vague de fusions et acquisitions

Warren Buffett est toujours à la recherche de grosses acquisitions pour sa holding Berkshire Hathaway (-0,82 % à 101,21 dollars), après celle du ketchup Heinz annoncée le mois dernier a-t-il annoncé dans la lettre aux actionnaires de la société holding.
Le groupe suisse de forage pétrolier en haute mer Transocean (+3,37 % à 53,91 dollars), coté à Wall Street a nettement réduit ses pertes en 2012 mais est resté dans le rouge, avec une perte nette de 211 millions de dollars. Un an plus tôt le groupe avait publié une perte de 5,6 milliards de dollars, due à des provisions et des amortissements liés à l’explosion de la plateforme Deepwater en 2010. Transocean était propriétaire de la plateforme, exploitée par le groupe britannique BP.
Une juge américaine a invalidé vendredi soir une partie de l’amende d’environ 1 milliard de dollars à laquelle le groupe sud-coréen Samsung avait été condamné en août par un jury de Californie pour avoir violé des brevets de son concurrent Apple (-0,97 % à 426,30 dollars).
Groupon (-1,59 % à 5,02 dollars) reste très entouré après l’annonce vendredi du départ d’Andrew Mason, fondateur et PDG de la société.
Hecla (-10,24 % à 4,17 dollars), le deuxième producteur américain d’argent, a annoncé une OPA de 796 millions de dollars canadiens (774 millions de dollars US) sur Aurizon Mines, qui avait rejeté il y a près d’un mois une offre non sollicitée d’Alamas Gold, son principal actionnaire avec 16 % du capital.
Le câblo-opérateur Outdoor Channel (+16,02 % à 8,76 dollars) a annoncé qu’il avait reçu une offre non sollicitée de Kroenke Sports & Entertainment au prix de 8,50 dollars par action. Outdoor Channel, qui diffuse des programmes à l’attention des chasseurs notamment, fait déjà l’objet d’une offre d’InterMedia Outdoor Holdings à huit dollars l’action.
Le chimiste A. Schulman (+1,25 % à 31,51 dollars) a annoncé aujourd’hui une offre d’achat de 563 millions de dollars (880 millions dette comprise) sur son concurrent Ferro (+27,31 % à 6,62 dollars), en actions et en numéraire. Ce prix représente une prime de 25 % par rapport au cours de clôture de Ferro vendredi (5,20 dollars).
Le responsable des achats au Pentagone a accusé le groupe de défense Lockheed Martin (-1,34 % à 86,99 dollars) de vouloir «presser jusqu’au dernier centime» le gouvernement américain dans le cadre de son programme d’avion de combat de nouvelle génération F-35 Joint Strike Fighter (JSF).
De son coté, le groupe pétrolier Hess (+4,09 % à 69,26 dollars) a annoncé la cession de ses activités de distribution, de marketing et de trading sous la pression du hedge fund Elliott Management, qui milite pour une scission de la l’entreprise.

Los mercados se reponen del susto italiano con mejoras destacadas

Las primas de riesgo de Italia y España bajan levemente frente a los niveles de la víspera

El rebote en las Bolsas tras el correctivo del martes coge fuerza tras la apertura de Wall Street

El Tesoro italiano emite deuda al interés más alto en cuatro meses pero recupera demanda


Los mercados financieros han logrado este miércoles dejar atrás el varapalo de la víspera, cuando registraron fuertes pérdidas por la incertidumbre sobre el futuro de Italia. El motivo de la recuperación de los parqués ha estado en los resultados empresariales, que endestacadas empresas como EADS han sido mejores de lo esperado. También ha ayudado a consolidar las subidas la apertura en verde de Wall Street. En la deuda, la espoleta para el cambio de ánimo ha sido la subasta a largo plazo del Tesoro italiano, que no ha ido del todo mal con la que está cayendo. Las compras, en todo caso, no han logrado enjugar ni de lejos las subidas que registraron las primas de riesgo de Italia y España en la jornada previa, con lo que siguen en sus niveles más altos en lo que va de año.
Al cierre, la Bolsa española y la italiana han sido, precisamente, las que más han subido entre los parqués del Viejo Continente. En Madrid, el selectivo Ibex 35 ha avanzado un 1,9%, lo que le ha permitido recuperar holgadamente los 8.000 puntos (8.136) con algunos nombres destacados como Repsol. La petrolera se ha situado entre las mayores ganancias con un alza del 4% tras anunciar ayer la venta de activos por 5.200 millones a Shell.
En el resto de Europa, el FTSE de Milán ha remontado un 1,7% aunque algunos de sus bancos seguían bajo un fuerte castigo, como como Mediobanca o Monte dei Paschi, que se han dejado un 2%. En cuanto a este último banco, su cotización se ha visto afectado por la posible demora de su rescate. El Dax de Fráncfort, por su parte, se ha revalorizado un 1%, el Cac parisino ha ganado otro 1,9% y el FTSE de Londres, un 1%. En cuanto a las divisas, el cambio del euro ha vuelto a situarse sobre los 1,31 dólares.
"Los mercados pasan por una fase de confusión y aturdimiento, a la espera de novedades", ha reconocido Daniel Pingarrón, analista de IG Markets. "Por un lado, las bolsas se resisten a bajar, encontrando cierto apoyo en el buen comportamiento de Wall Street, tras la rectificación de Bernanke (Ben, presidente de la Reserva Federal) y otros miembros de la Fed de la información contenida en las actas de la última reunión de la Institución, que amenazaban con revertir las políticas monetarias expansivas antes de tiempo", mientras, por el otro lado, siguen pendiente de Italia, ha añadido.
En los mercados de deuda, el Tesoro italiano se ha visto obligado a pagar el interés más alto de los últimos cuatro meses para colocar sus bonos a cinco y 10 años. Sin embargo, a cambio de poner más dinero, ha superado sin problemas las dudas que ha generado entre los inversores las incertidumbres que rodean al país. Gracias a ello, ha alcanzado el objetivo máximo de la subasta, fijado en 6.500 millones.
A 10 años, ha emitido 4.000 millones con un interés medio del 4,83%, frente al 4,17% del mes anterior. A cinco, por su parte, ha adjudicado otros 2.500 millones y su tipo ha pasado del 2,94% al 3,59%. La demanda sí ha mejorado animada por la mayor rentabilidad y ha subido de 1,3 veces a 1,6 veces más de títulos solicitados que los vendidos. Los analistas han aludido a este dato y al clásico rebote técnico que suele tener lugar tras las malas jornadas para intentar explicar el modesto descenso de la prima de riesgo. En concreto, el sobreprecio exigido a los bonos a 10 años frente a los alemanes, de referencia por su estabilidad, ha bajado en nueve puntos básicos, hasta los 335. La prima de riesgo de España se ha reducido en 13, hasta los 378 (3,78 puntos porcentuales) tras el anuncio del presidente del Gobierno, Mariano Rajoy, de que el déficit público de 2012 fue del 6,7%.
El problema es que todo apunta a que la subida de rentabilidades de esta mañana se prolongará durante un tiempo. "Parece que los mercados permanecerán un tiempo en su modo de aversión al riesgo y seguirán con su cautela" a la espera de que se aclare el futuro político de Italia, que podría tardar más tiempo de lo deseado en formar Gobierno, ha señalado a Bloomberg Benjamin Schroeder, analista del alemán Commerzbank.
Las elecciones italianas han devuelto al primer plano, según los expertos, los riesgo políticos que en ocasiones anteriores ya habían dado al traste con los intentos por superar, de una vez por todas, una crisis que sigue condicionando los mercados.

vendredi 1 mars 2013


Usa, pronti a scattare i tagli.
Obama accusa: "Arbitrari e stupidi"

Un incontro alla Casa Bianca non ha portato a miti consigli Repubblicani e Democratici, ormai tutti danno per scontata l'entrata in vigore del sequester. Il presidente punta il dito contro gli avversari politici, che hanno evitato l'intesa per proteggere "scappatoie fiscali. A rischio 750 mila posti di lavoro



MILANO - Il conto alla rovescia è partito e all'orizzonte un accordo è sempre più improbabile. Mancano ormai poche ore e negli Stati Uniti si chiudeà la talgliola del "sequester", tagli da 85 miliardi che scatteranno alla fine della giornata se non si troverà un accordo tra Repubblicani e Democratici. Una misura fissata nel 2011 in occasione dell'innalzamento del tetto del debito di Washington proprio per impedire la prosecuzione del trend di indebitamento. In pochi, però, pensavano che si potesse arrivare realmente a questo punto: le misure sono state congegnate in maniera così scriteriata che tutti davano per scontato un accordo.

La scheda: ecco dove scatteranno

"Non dovremmo fare tagli arbitrari e stupidi", ha detto il presidente Barack Obama, dopo un ultimo incontro con i leader del congresso che non ha prodotto accordi sul sequester. L'allarme del presidente è stato netto. In una dichiarazione dalla Casa Bianca il presidente Obama ha detto che la nuova crisi "non è necessaria" è ha puntato l'indice contro i repubblicani, accusati di impedire un'intesa sul risanamento del deficit per proteggere "interessi speciali" e "scappatoie fiscali". I licenziamenti che i tagli causeranno, ha detto, "danneggeranno l'economia". L'incontro alla Casa Bianca, a porte chiuse, era parso fallito prima di cominciare: gli stessi leader congressuali avevano minimizzato le aspettative di un compromesso. Al vertice hanno partecipano per il senato il presidente democratico Harry Reid e il capogruppo repubblicano Mitch Mcconnell, per la camera lo speaker repubblicano John Boehner e il capogruppo democratico Nancy Pelosi. Da mezzanotte cominceranno a scattare circa 85 miliardi di risparmi di spesa, per metà al pentagono.

Riprendendo dati già diffusi dall'Ufficio del bilancio, e ribadite da organismi quali la Fed e il Fmi, Obama ha ricordato che i tagli derivati dalla mancata intesa congressuale per scongiurare il "sequester" abbatteranno la crescita Usa di oltre mezzo punto percentuale di pil. Se realizzati interamente determineranno, inoltre, la perdita di 750 mila posti di lavoro. Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama, secondo cui "anche se non tutti soffriranno dei tagli nell'immediato, i tagli comporteranno sacrifici reali".
(01 marzo 2013)




MARKET OVERVIEW »
FTSE MIB15.675,37-1,54%
FTSE 1006.378,60+0,28%
DAX 307.708,16-0,43%
CAC 403.699,91-0,62%
SWISS MARKET7.601,99+0,11%
S&P 5001.518,41+0,25%
NASDAQ3.168,40+0,26%
HANG SENG22.880,22-0,61%

Le CAC 40 en repli sur fond de gel du budget américain

Leon Montana
Crédit Photo : Richard Drew/AP
Wall Street s’étant retourné à la baisse en clôture, faute de perspective d’évitement des coupes du budget à compter d’aujourd’hui, le marché parisien recule à son tour vendredi en début de séance.
Le marché parisien met un terme vendredi à une séquence de deux séances consécutives de rebond. Aux États-Unis, les discussions entre l’administration Obama et le parti républicain sont toujours dans l’impasse au sujet du gel d’une partie des dépenses fédérales. Le président américain compte réunir aujourd’hui les dirigeants des deux grands partis pour une utime réunion. L’entrée en vigueur du «séquestre» pourrait ramener de 2% à 1,5% la prévision de croissance de l’économie américain formulée par le FMI.
En raison de ces craintes, Wall Street a fini en léger repli jeudi, après avoir initialement progressé, dans de faibles volumes qui trahissaient un manque de conviction des investisseurs.
La séance a été mitigée sur les marchés asiatiques ce matin, Tokyo s’adjugeant un modeste + 0,41%, mais Shanghai et Hong-Kong ont plié après un repli de l’indice des directeurs d’achat chinois à son plus bas niveau en cinq mois.
Les valeurs à suivre
L’assemblée générale extraordinaire de Belvédère a approuvé, à plus de 72%, le plan de restructuration présenté par l’administrateur judiciaire.
Le chiffre d’affaires des Fromageries Bel (+1,04% à 194 euros) a grimpé de 4,8% en 2012 à 2,649 milliards d’euros, avec une progression particulièrement marquée en Afrique. La marge opérationnelle est attendue en progression par rapport à 2011 en dépit de certaines dépréciations d’actifs.
En 2012, Bongrain (+0,18% à 49,99 euros) a enregistré 4,084 milliards d’euros de chiffre d’affaires, en progression de 2,6% (dont 0,5% orgnaique), pour un résultat opérationnel courant de 149,4 millions d’euros (soit une marge portée de 3,3 à 3,7%) et un bénéfice net de 63,6 millions (+45%).
Thales (+12,9% à 30,46 euros) anticipe une nouvelle hausse de son résultat opérationnel courant en 2013 et une légère croissance de ses prises de commandes, son exposition aux pays émergents devant compenser la morosité de la conjoncture en Europe.
SFR, la filiale de téléphonie mobile de Vivendi (-1,43% à 15,89 euros) devrait afficher un excédent brut d’exploitation de 2,8 milliards d’euros en 2015, en baisse par rapport aux 2,9 milliards d’euros attendu cette année, selon Les Echos.
Areva (-0,62% à 12,85 euros) a annoncé jeudi une perte nette au titre de 2012, en raison notamment de nouvelle provisions liées à l’EPR finlandais, mais le spécialiste public du nucléaire pense autofinancer son développement dès cette année.
Les discussions entre Metabolic Explorer (-6,17% à 3,65 euros) et l’agence Bio-XCell Malaise au sujet des amendements au cadre contractuel régissant l’éventuel projet d’usine en Malaisie seront prolongées de deux semaines par rapport au délai initial.
Le groupe SIPH (-1,04% à 71,65 euros) a réalisé un chiffre d’affaires de 358,5 millions d’euros dans sa branche caoutchouc l’an dernier, en repli de 11,2%, mais affiche grâce aux activités de négoce un chiffre d’affaires global stable à 419,4 millions.
(Avec Reuters).

Bersani descarta la idea de una gran coalición con Berlusconi

"Para mí será un gobierno de cambio", dice el líder del centroizquierda ante la idea de formar un Ejecutivo en minoría



El líder del Partido Democrático, Pier Luigi Bersani, el 26 de febrero. / TONY GENTILE (REUTERS)
El centroizquierda italiano no formará ninguna gran coalición con el grupo de Silvio Berlusconi para buscar la gobernabilidad tras las elecciones. Así lo ha asegurado el líder del PD y candidato de la coalición "Bien Común", Pier Luigi Bersani, en una entrevista al diario La Repubblica. "Quiero decirlo claramente: la idea de una gran coalición no existe y nunca existirá", ha dicho Bersani.
El centroizquierda tiene mayoría en la Cámara de Diputados con 345 escaños de 630, pero no en el Senado donde consiguió 120 escaños de 315. Su escasa ventaja en la Cámara alta sobre el centroderecha de Berlusconi (117 senadores) dificulta la gobernabilidad de Italia, y se explica en parte por el éxito del voto protesta al Movimiento Cinco Estrellas del cómico Beppe Grillo (54 senadores), que ha impedido la formación de mayorías absolutas.
Bersani ha explicado que presentará una agenda de siete u ocho puntos al presidente, Giorgio Napolitano, que debe encargar la formación de gobierno. Él mismo se presentará como candidato a primer ministro.
Preguntado si ese no sería un gobierno en minoría, Bersani ha dicho: "llámelo como quiera. Para mí es un gobierno de cambio".
Bersani no ha replicado directamente a las preguntas sobre el papel del Movimiento Cinco Estrellas. Grillo ha hecho campaña asegurando que no pactaría con ninguno de los partidos tradicionales.

Obama llama a un acuerdo ‘in extremis’ para evitar un recorte de 65.000 millones

Este viernes entra en vigor un ajuste radical en el presupuesto federal

La falta de consenso entre ambos partidos abocaría a perder 750.000 empleos, dice el presidente



El presidente de Estados Unidos, Barack Obama. / EFE
El presidente de Estados Unidos, Barack Obama, ha apelado a un acuerdo in extremis entre republicanos y demócratas en el Congreso para tratar de detener el inicio este viernes de una cura de austeridad que puede tener graves consecuencias sobre el crecimiento de la primera economía mundial. "No podemos seguir gestionando el país mes a mes, crisis a crisis". El presidente ha advertido que una falta de acuerdo supondrá la destrucción de 750.000 empleos y costará un punto al crecimiento del país.
El mandatario ha recibido este viernes a los responsables de la Cámara de representantes, en manos de sus adversarios republicanos, y a los del Senado, en poder de los demócratas. "Los republicanos prefieren perpetuar errores del sistema de impuestos para beneficiar a los ciudadanos con más recursos", declaró el presidente, que culpabilizó así a los republicanos, que mantienen la mayoría en la Cámara de representantes.

Legisladores de ambos partidos, así como la Casa Blanca, asumen ya que no habrá manera de evitar que entre en vigor el secuestro del presupuesto federal, que hoy provocará el inicio de una serie de recortes progresivos que deben alcanzar los 1,2 billones de dólares en 2013. Obama ha advertido en las últimas semanas de las negativas consecuencias que puede tener la falta de financiación en diferentes áreas del Gobierno, sin que esto le permitiera lograr ni una concesión del Partido Republicano. El dispositivo que prevé estos recortes automáticos estipula que el presidente debe comunicar su inicio a la Administración hoy antes de las 23.59 (5.59 hora peninsular).Obama aseguró además que su plan presupuestario cuenta con el respaldo de los ciudadanos tras su reelección el pasado mes de noviembre y que no se considera responsable de convencer a la oposición para que escuchen a los votantes. "La mayoría está de acuerdo conmigo en que mi plan es el más razonable, pero parece que todavía tengo yo la responsabilidad de convencer a todo el mundo de que es lo correcto. Esa es una opción que deben tomar los republicanos", aseguró.
Dos votaciones en el Congreso podrían haber impedido ayer el temido secuestro con la aprobación de sendas leyes que establecían una nueva vía de recaudación para las arcas federales, pero ambas fracasaron al no encontrar suficientes apoyos. La iniciativa republicana pretendía otorgar más libertad a Obama para repartir la primera tanda de recortes —por un valor de 85.000 millones de dólares (unos 65.000 millones de euros)— de manera que pueda reducir su impacto, a cambio de que presentase un nuevo presupuesto antes del 15 de marzo.
La de los demócratas, que fracasó en el Senado, ofrecía nuevas fuentes de ingresos en vez de recortes. “La única razón por la que esta medida puede no salir adelante es porque los republicanos intentarán bloquearla”, advirtió este jueves Jay Carney, portavoz de la Casa Blanca.
Las últimas negociaciones económicas entre la Casa Blanca y el Congreso, que el pasado mes de diciembre intentaron abortar el abismo fiscal por la falta de financiación, inspiraron entonces numerosas reuniones de última hora.
Las dos partes implicadas aprovecharon en cambio para exigir responsabilidades y prepararse ante la que puede ser la próxima batalla política: quién debe asumir las consecuencias de los recortes. Según Obama, la reducción del presupuesto se debe a la falta de compromiso político de los republicanos. Para estos, el presidente les ha pedido un imposible al que nunca accederán porque implica una subida de impuestos a los ciudadanos con más recursos.
“Todavía confiamos en que los republicanos entiendan la necesidad de alcanzar un compromiso y que este sea equilibrado”, afirmó Carney en rueda de prensa. Los republicanos, sin embargo, consideran que Obama ha intentado asustar a los ciudadanos con cifras sobre unos recortes que serían aplicados a lo largo de una década.
El presidente reconoció este miércoles en una reunión con empresarios que, a pesar de lo que ha advertido estas últimas semanas, el efecto de los recortes, que entran en vigor este viernes, no será inmediato, sino que empezarán a sentirse a lo largo de las próximas semanas.
“Es posible que durante el primer mes, salvo que tu empresa esté directamente relacionada con el departamento de Defensa, vivas en una ciudad afectada por instalaciones militares o pertenezcas a una familia que esté intentando averiguar dónde dejar a sus hijos durante el día porque acaban de perder su plaza en una guardería pública, muchos ciudadanos no van a sentir todo el impacto”, dijo Obama. “Pero esto va a golpear enormemente nuestra economía”.
El secuestro del presupuesto supone una reducción de casi 100.000 millones de dólares en 2013 en programas federales en las áreas de defensa, educación, sanidad o empleo. La Casa Blanca publicó esta semana listas detalladas sobre las sumas que perderían cada uno de los Estados de la Unión a través de los programas financiados con el presupuesto federal, así como las áreas más afectadas. Según la Administración, podrían desaparecer miles de puestos de trabajo de profesores, ayudas públicas a estudiantes y servicios de atención a familias y menores sin recursos.